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News News

Negligente manutenzione del ciglio erboso da parte della PA. Può essere dichiarata la colpa esclusiva del danneggiato

18 Gennaio 2017 | di Redazione Scientifica

Cass. civ., sez. III, 10 gennaio 2017 n. 260

Responsabilità della P.A.

In tema di danno da cose in custodia ex art. 2051 c.c., non può addivenirsi ad una pronuncia di bastevole condotta colposa del danneggiato a cagionare il sinistro, nel caso in cui non venga valutata l’efficacia causale di una accertata condotta omissiva della PA

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Giurisprudenza commentata Giurisprudenza commentata

La responsabilità per lite temeraria dell’Amministrazione nel giudizio pensionistico innanzi la Corte dei Conti

18 Gennaio 2017 | di Ilvio Pannullo

C. conti

Responsabilità della P.A.

Nei giudizi innanzi la Corte dei Conti, quando sussiste la responsabilità dell’Amministrazione per lite temeraria ex art. 96 c.p.c.?

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Focus Focus

Dibattito sulle proposte tabellari dell’Osservatorio di Milano

17 Gennaio 2017 | di Damiano Spera

Risarcimento del danno non patrimoniale

Da oggi e nei prossimi giorni Ri.Da.Re.it pubblicherà i primi Focus a commento delle nuove proposte nel nuovo Forum “Dibattito sulle proposte tabellari dell’Osservatorio di Milano”.

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Quesiti Operativi Quesiti Operativi

Rimedio esperibile avverso il decreto di rigetto del ricorso di equa riparazione per incompetenza per territorio del giudice

17 Gennaio 2017 | di Michele Liguori

Eccessiva durata del processo

La legge di stabilità 2016 (l. 28 dicembre 2015 n. 208) ha riformato in parte la c.detta legge Pinto (l. 24 marzo 2001 n. 89); il quesito in esame riguarda la modifica della competenza per territorio.

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News News

Decesso di una casalinga: spetta ai conviventi il risarcimento del danno da perdita del lavoro domestico

17 Gennaio 2017 | di Francesca Valerio

Cass. civ.

Risarcimento del danno patrimoniale

In caso di morte di una casalinga verificatasi in conseguenza dell’altrui fatto dannoso, i congiunti conviventi hanno diritto al risarcimento del danno, quantificabile in via equitativa, subito per la perdita delle prestazioni attinenti alla cura ed all’assistenza da essa presumibilmente fornite. In tal caso, la prova che la vittima attendesse a tale attività può essere ricavata in via presuntiva ex art. 2727 c.c. dalla semplice circostanza che non avesse un lavoro, mentre spetta a chi nega l’esistenza del danno dimostrare che la vittima non si occupasse del lavoro domestico. È quanto ribadito dalla Corte di Cassazione nella pronuncia n. 238 del 10 gennaio 2017.

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Focus Focus

Liquidazione del danno terminale secondo parametri di ragionevolezza e omogeneità – la tabella proposta dall'Osservatorio di Milano

17 Gennaio 2017 | di Cesare Trapuzzano

Danno biologico terminale

Nella liquidazione del danno non patrimoniale, ivi compresa la figura del danno biologico terminale, non è auspicabile, in mancanza di criteri stabiliti dalla legge, il ricorso ad una liquidazione equitativa pura, non fondata su criteri obiettivi, i soli idonei a valorizzare le singole variabili del caso concreto e a consentire la verifica ex post del ragionamento seguito dal giudice in ordine all'apprezzamento della gravità del fatto, delle condizioni soggettive della persona, dell'entità della relativa sofferenza e del turbamento del suo stato d'animo, dovendosi ritenere preferibile, per garantire l'adeguata valutazione del caso concreto e l'uniformità di giudizio a fronte di casi analoghi, l'adozione del criterio di liquidazione tabellare. Per l'effetto, il Tribunale di Milano ha proposto dei criteri di quantificazione anche di tale voce di nocumento (il danno terminale), ai quali potrà riconoscersi la valenza, in linea generale e nel rispetto dell'art. 3 Cost., di parametro di conformità della valutazione equitativa del danno non patrimoniale alle disposizioni di cui agli artt. 1226 e 2056 c.c., salva l'emersione di concrete circostanze che ne giustifichino l'abbandono.

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