Focus

Alla ricerca dell'equità: i danni da premorienza e terminali nelle nuove Tabelle milanesi - Edizione 2018

Sommario

Premessa | Il danno definito da premorienza | Il danno c.d. terminale | Sull’adeguatezza degli importi | La funzione tipica della liquidazione equitativa | Conclusioni: “su ciò di cui non si è in grado di parlare, si deve tacere” (Wittgenstein, Tractatus logico-philosophicus) | Guida all'approfondimento |

 

Pur non godendo del rango “paranormativo” attribuito alle tabelle storiche, i nuovi criteri orientativi per la liquidazione dei danni da premorienza e terminali appaiono conformi alle indicazioni fornite – in tema di equità – dalla sentenza Amatucci, prevedendo l’impiego di un meccanismo tabellare che contempla importi risarcitori predefiniti, ma allo stesso tempo flessibili. Importi che, peraltro, risultano “agganciati” a quelli espressi dalle tabelle storiche e che, al pari di questi ultimi, devono essere apprezzati alla stregua di una mera convenzione, tanto più necessaria per pervenire ad una qualche quantificazione di pregiudizi non misurabili in termini monetari.

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