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Claims made, responsabilità medica e pensieri retrivi: la Cassazione resiste alla legge?

Sommario

Introduzione | La clausola “bocciata” dalla Cassazione | La “non meritevolezza” della clausola, nelle argomentazioni della Cassazione | Fuori tempo: l’anacronismo della Cassazione (tra l’assicurazione obbligatoria degli avvocati e la “Legge Gelli”) | Segue: La claims made nella legge 24/2017 | In conclusione: la sopravvivenza (ed, anzi, il rafforzamento) della claims made, nei nuovi scenari di diritto positivo |

 

Con una nuova coppia di sentenze (gemelle) la Cassazione ha affermato la non meritevolezza (e quindi la nullità) delle clausole claims made che non prevedano alcuna “garanzia postuma”. Ciò in quanto la clausola claims made con esclusione delle richieste postume attribuirebbe all’assicuratore un vantaggio ingiusto e sproporzionato, riducendo il periodo di copertura assicurativa e, comunque, ponendo “l’assicurato in una posizione di indeterminata soggezione” senza alcuna contropartita.

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