Focus

Forum di medicina legale: i nodi da sciogliere

Carissimi tutti,

i recenti convegni organizzati da varie Associazioni di medici legali, ma anche i Centri studi di Medicina legale di diverse Università e Regioni d’Italia dimostrano l'esistenza di divisioni  rilevanti su molte questioni medico legali. 

Basti pensare al dibattito su: 

- barème: criteri convenzionali o di evidenza clinica sulla costruzione della curva dei valori delle menomazioni, classificazione e contenuti delle singole voci, nozione e contenuto di danno biologico, valutazione della componente sofferenza;

- «raccomandazioni previste dalle linee guida» e «buone pratiche clinico-assistenziali» nella Legge "Gelli-Bianco",  n. 24/2017: contenuti, giudizio di adeguatezza «in relazione alle specificità del caso concreto», compiti del medico legale nell’accertamento di imperizia, colpa lieve e colpa grave;

- quesito medico legale, in relazione alle più ricorrenti ipotesi di responsabilità sanitaria e agli artt. 138 e 139 cod. ass. (come modificati dalla Legge Concorrenza, n. 124/2017), con particolare riguardo all’accertamento dell’incidenza della menomazione «in maniera rilevante su specifici aspetti dinamico-relazionali personali                           documentati e obiettivamente accertati» e - in considerazione anche della reintroduzione del danno morale come automatismo risarcitorio e dell’esclusione di altre forme di danno oltre quelle regolamentate -all’accertamento della «sofferenza psico-fisica di particolare intensità»;

- criteri di valutazione di concause concorrenti e coesistenti (danno incrementativo/differenziale);

- incapacità lavorativa generica e specifica.

Finora la Medicina legale è stata spesso autoreferenziale, poco disponibile a sollecitare ed ascoltare il punto di vista dei giuristi; d’altra parte questi ultimi sono poco avvezzi a disquisire su barème e linee guida e preferiscono rimanere estranei al dibattito sulle tesi controverse e/o promosse dalle varie sigle associative medico legali. 

La mancanza di dialogo e di condivisione delle scelte metodologiche e dei contenuti produce spesso una sorta di "corto circuito" nel processo: l'avvocato ed il giudice non comprendono appieno il contenuto delle percentuali di danno biologico e le motivazioni delle altre conclusioni assunte dal CTU e (a maggior ragione) fanno fatica a valutare criticamente le osservazioni mosse alla consulenza d'ufficio dai Consulenti tecnici di parte; per altro verso, il CTU, nella propria relazione, presuppone nozioni medico legali e opzioni interpretative che possono essere ignote o non condivise dagli altri protagonisti del processo.

È possibile allora ricostruire un "comune sentire", prendendo le mosse dal menzionato catalogo di questioni aperte sulle quali sollecitare il dibattito della Medicina legale? 

A tal fine Ridare.it vuole aprire un “Forum di Medina legale", auspicando la partecipazione in primo luogo dei medici legali, appartenenti a diverse Università d'Italia ed a diverse Associazioni di categoria, ma anche di qualificati giuristi, per contribuire a dare una risposta condivisa sulle questioni maggiormente controverse.

La partecipazione a questo Forum sarà quindi consentita a tutti mediante la redazione di brevi e mirati documenti, adottando il “Format per Focus semplificato” di Ridare, davvero molto semplice ed elastico.

È infatti sufficiente che l’Autore:

- dia un titolo (preferibilmente molto specifico) al documento;

- operi una sintesi efficace della questione trattata (anche se già oggetto di una relazione o di una più articolata pubblicazione);

- dia un titoletto a brevi paragrafi;

- non inserisca le note a piè pagina, ma solo brevi citazioni nel testo tra parentesi;

- sviluppi il documento da un minimo di circa 7.000 caratteri (spazi inclusi), fino ad un massimo di circa 25.000 caratteri (spazi inclusi); in pratica il documento avrà una lunghezza da 2-3 pagine (“dimensione carattere 12”) fino a un massimo di circa 7-8 pagine.

Solo se l’Autore lo preferisca:

- potrà scrivere anche un breve abstract di 5-10 dieci righe sui contenuti principali del documento;

- potrà inserire, alla fine del documento, una “Guida all’approfondimento”, con citazioni di dottrina e/o giurisprudenza.

 

 

 

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