Focus

Il diritto al risarcimento integrale dei danni alla persona: il suo fondamento costituzionale nella giurisprudenza della Consulta

16 Dicembre 2015 | Danno alla persona

Sommario

La questione | La “costituzionalizzazione” del diritto alla riparazione integrale dei danni alla persona e da uccisione | Quali limiti costituzionali per il legislatore fuori dai casi di danni alla persona e da uccisione? | La giurisprudenza costituzionale in tema di espropriazioni | Lavoratore illegittimamente assunto a termine | Trasporti | La “giustificazione solidaristica” della discrezionalità del legislatore: inapplicabilità alla tutela risarcitoria | Conclusioni |

 

Corte Cost., 16 ottobre 2014, n. 235 e Cass. civ., Sez. Un., 22 luglio 2015, n. 15350 hanno negato che nella giurisprudenza della Consulta il diritto al risarcimento integrale dei danni alla persona e da uccisione trovi fondamento nella Costituzione: secondo le Sezioni Unite sarebbe «noto che secondo la giurisprudenza costituzionale (Corte cost. n. 132/1985, Corte cost. n. 369/1996, Corte cost. n. 148/1999) il principio dell’integrale risarcibilità di tutti i danni non ha copertura costituzionale»; per la Consulta il diritto all’integralità del risarcimento non costituirebbe un «valore assoluto e intangibile» e potrebbe venire sacrificato per accordare protezione al contrapposto «valore dell’iniziativa economica privata» delle imprese assicuratrici. Davvero la giurisprudenza costituzionale sorregge la versione fornita da queste due pronunce?

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