Focus

L'abuso del processo: un «matrimonio» tra legislatore, principi costituzionali e clausola generale di buona fede

Sommario

Premessa | L'abuso del diritto: alcune riflessioni | Dall'abuso del diritto all'abuso del processo | Abuso del processo e art. 96, comma 3 c.p.c. | In conclusione | Guida all'approfondimento |

 

L'abuso del processo può intendersi quale proiezione, nella realtà processuale, dell'abuso del diritto che, secondo la definizione fornita dalla Corte di cassazione, «delinea l'utilizzazione alterata dello schema formale del diritto, finalizzata al conseguimento di obiettivi ulteriori e diversi rispetto a quelli indicati dal Legislatore» (Cass. civ., sez. III, 18 settembre 2009, n. 20106). Nel mutato contesto culturale, normativo e giurisprudenziale, questo istituto, volto a sanzionare l'utilizzo distorto dello strumentario processuale, poiché lesivo non solo degli interessi della controparte ma, al contempo, del sistema giustizia nel suo complesso, è riconosciuto anche come baluardo di valori e principi costituzionali, quali la ragionevole durata del processo. La nozione di abuso evoca, inoltre, la clausola generale di correttezza e buona fede.

Leggi dopo