Focus

L'applicabilità della compensatio lucri cum damno alla rendita vitalizia erogata dall'INAIL a seguito di un infortunio in itinere

Sommario

La fattispecie concreta analizzata dalla Suprema Corte, sentenza n. 14362/2019 | Gli orientamenti formatisi all'interno della Cassazione sulla specifica questione | L'indennizzo sottraibile al quantum liquidabile in sede civilistica | Le assicurazioni private contro gli infortuni | Il meccanismo di riequilibrio prescritto dalle Sezioni Unite | La apparente eccezione rappresentata dalla pensione di reversibilità |

 

Due sono gli orientamenti formatisi sulla questione: l'uno nel senso di ritenere che la costituzione, da parte dell'assicuratore sociale, di una rendita in favore dei prossimi congiunti di persona deceduta in conseguenza di un sinistro stradale in itinere non esclude né riduce in alcun modo il loro diritto al risarcimento del danno patrimoniale nei confronti del responsabile, non operando in tale ipotesi il principio della «compensatio lucri cum damno», a causa della diversità del titolo giustificativo della rendita rispetto a quello del risarcimento, di talché non sussiste alcuna duplicazione del danno ai sensi dell'art. 1916 c.c.; l'altro nel senso del diffalco, dovendosi detrarre, in base al principio indennitario, le somme liquidate dall'INAIL in favore del danneggiato da sinistro stradale a titolo di rendita dall'ammontare del risarcimento dovuto al danneggiato da parte del terzo responsabile.

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