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Separata valutazione e liquidazione della “sofferenza interiore”: ritorno al passato? E la nomofilachia? Un'utopia necessaria

Sommario

I perduranti contrasti su valutazione e liquidazione della “sofferenza interiore” | Nomofilachia e precedenti | In conclusione | Guida all'approfondimento |

 

Con la locuzione “danno morale” si intendono quei pregiudizi di carattere non patrimoniale, rappresentati dalla sofferenza interiore e consistenti (operando una necessaria sintesi) in turbamento dell'animo. Si tratta di una voce di danno rientrante nella categoria giuridica, unitaria e omnicomprensiva, del danno non patrimoniale, avente – al pari delle altre voci – mera valenza descrittiva. Anche dopo l'intervento delle Sezioni Unite nel 2008 il dibattito sui parametri di valutazione e sui criteri di liquidazione di tale danno, in particolare quando conseguente a fatto illecito lesivo della salute della vittima, è tutt'altro che sopito, come dimostrano alcune recenti pronunce della Sezione terza civile della Cassazione.

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