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Uso di espressioni sconvenienti e offensive nel processo: quali conseguenze?

Sommario

Premessa | Espressioni sconvenienti ed offensive | Ordine di cancellazione | La libertas convincii | Il risarcimento del danno | Profili deontologici | In conclusione | Guida all'approfondimento |

 

Negli scritti presentati e nei discorsi pronunciati nel corso del processo, le parti e i loro patrocinatori devono astenersi dall'usare espressioni sconvenienti od offensive, che non trovino giustificazione nell'esercizio del diritto di difesa e di critica, ma che eccedano rispetto ad essi, risultando contrarie alla correttezza e lealtà che devono connotare la dialettica processuale. La violazione di questo divieto, imposto dall'art. 89 c.p.c., può comportare, oltre alla cancellazione di tali espressioni, la condanna dell'offensore al risarcimento in favore dell'offeso del danno da questi sofferto.

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