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Class action finalizzata al risarcimento: azione bloccata se non vi è interesse collettivo

06 Novembre 2018 |

Cass. civ.

Azione di classe

La vicenda processuale. La Codacons, insieme all’attore, quale legale rappresentante della figlia minore, proponevano azione di classe dinanzi al Tribunale di Roma nei confronti dell’Università Cattolica del Sacro Cuore al fine di accertare la responsabilità del Policlinico Universitario Gemelli «per avere un comportamento omissivo e violativo degli obblighi di legge e di contratto, provocato il contatto» della minore con una persona malata di tubercolosi, costringendo la minore stessa a sottoporsi ad estenuanti esami e profilassi, mettendola a rischio di sviluppare la malattia.
In particolare, si chiede il risarcimento dell’attore, per il danno biologico e morale patito da lui e dalla figlia e per il danno esistenziale patito da lui, oltre la proposizione di analoga domanda di accertamento e di condanna risarcitoria per ogni neonato aderente e per i suoi genitori, poiché nel 2011 al citato Policlinico era risultato che un’infermiera, malata di tubercolosi, lavorava nel reparto neonatale.
Dopo il rigetto della domanda da parte del giudice di prime cure e della Corte territoriale, viene proposto ricorso in Cassazione.

 

L’azione di classe e l’interesse collettivo. Chiamati a pronunciarsi sul caso in esame, gli Ermellini partono dal richiamo alle SS.UU n. 2610/2017 secondo cui se l’azione di classe, ex art. 140-bis del Codice del consumo, è finalizzata solamente «ad una tutela risarcitoria di un pregiudizio subito dai singoli appartenenti alla classe e non anche a tutelare un interesse collettivo, l’ordinanza di inammissibilità emessa dalla Corte d’Appello in sede di reclamo non è impugnabile con ricorso straordinario ex art. 111, comma 7, Cost. essendo il medesimo diritto suscettibile di tutela attraverso l’azione individuale finalizzata ad ottenere il risarcimento del danno». E nella fattispecie in esame è accaduto proprio quanto detto dalle citate Sezioni Unite. D’altronde, anche nel caso in cui fosse stata presentata solo domanda accertatoria, questo non sarebbe stato sufficiente a renderne il contenuto di interesse collettivo, poiché tale accertamento avrebbe potuto essere ottenuto dai danneggiati con azione individuale.
Dunque, avallando la decisione di secondo grado, sulla base della quale le voci di danno prospettate nel giudizio in oggetto erano soggettive e non tali da ledere il diritto alla salute, la Suprema Corte sottolinea come il ricorso in sede di legittimità è precluso quando l’azione di classe è volta ad ottenere un risarcimento pecuniario e non alla tutela di un interesse collettivo: ecco perché la class action va vista come uno strumento aggiuntivo che rafforza l’efficacia dell’azione, ma che si affianca agli ordinari rimedi di tutela.
Per le suddette ragioni, il ricorso è dichiarato, dalla Corte di Cassazione, inammissibile.

 

 

                                                                                                                                                     (FONTE: dirittoegiustizia.it)

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