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Decide il giudice ordinario sulla domanda di manleva proposta dall’Ospedale nei confronti del chirurgo

A seguito del decesso di un uomo per complicanze intercorse dopo un intervento chirurgico, gli eredi convenivano in giudizio il chirurgo e l’Azienda Ospedaliera presso la quale era ricoverato il de cuius per l’accertamento della loro 
responsabilità per l’evento e la conseguente condanna, in via solidale, al risarcimento dei danni patiti iure successionis e iure proprio. Il Tribunale accoglieva la domanda condannando i convenuti al risarcimento. Il chirurgo veniva inoltre condannato a rifondere in via di regresso l’Ospedale di quanto corrisposto ai danneggiati.

La Corte d’Appello di Roma accoglieva il gravame proposto dal chirurgo sul punto, dichiarando il difetto di giurisdizione del giudice ordinario in favore della Corte dei Conti.
L’Azienda Ospedaliera ha proposto ricorso in Cassazione dolendosi per la violazione degli artt. 52 r.d. n. 1214/1934 e 103 Cost.

 

Il Supremo Consesso delinea in primo luogo l’ambito della controversia che nel caso di specie è relativo all’azione di rivalsa di una pubblica amministrazione (ovvero l’Azienda Ospedaliera) nei confronti di un soggetto ad essa legato da rapporto di servizio (il sanitario che presta la sua opera come dipendente) per il danno subito a seguito di condanna risarcitoria in favore del terzo danneggiato per fatto del dipendente stesso, configurando dunque un danno erariale indiretto.

Fermo restando tale presupposto, deve farsi applicazione del consolidato orientamento giurisprudenziale secondo cui l’azione di responsabilità contabile nei confronti dei sanitari dipendenti di un’azienda sanitaria non sostituisce le ordinarie azioni civilistiche di responsabilità nei rapporti tra amministrazione e soggetti danneggiati. Di conseguenza, quando l’azienda sanitaria proponga domanda di manleva nei confronti dei propri medici, non sorge una questione di riparto tra giudice ordinario e contabile. Viene infatti ricordato come le due giurisdizioni siano autonome e non coincidenti in virtù della diversità degli interessi tutelati. Se l’azione di responsabilità per danno erariale tutela l’interesse pubblico generale al buon andamento della PA, quella di responsabilità civile proposta dalla singola amministrazione tende infatti al pieno ristoro del danno, con funzione riparatoria e compensativa.
In conclusione, la Corte d’Appello non avrebbe potuto affermare il difetto di giurisdizione ordinaria in favore di quella contabile, ma avrebbe dovuto accertare la fondatezza o meno dell’autonoma domanda di manleva proposta dall’Azienda Ospedaliera nei confronti del proprio sanitario. Per questi motivi, le Sezioni Unite accolgono il ricorso e dichiarano la giurisdizione del giudice ordinario sull’azione di rivalsa proposta dall’Azienda USL. La pronuncia impugnata viene cassata con rinvio alla Corte d’Appello di Roma in diversa composizione.

 

 

 *Fonte: dirittegiustizia.it

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