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Estensione della copertura assicurativa anche per la procedura di risarcimento diretto

31 Ottobre 2018 |

Cass. civ.

Indennizzo diretto

IL CASO. Il Giudice di Pace di Prato dichiarava l’improcedibilità della domanda proposta dall’attore nei confronti di una compagnia assicuratrice al fine di ottenere il risarcimento diretto ex  art. 149 cod. ass. L’attore, una carrozzeria, deduceva di essere cessionario del credito risarcitorio per danni materiali vantato da un proprio cliente all’esito di un sinistro stradale. La compagnia assicuratrice convenuta in giudizio, presso la quale era assicurato il danneggiato, eccepiva però la carenza di copertura assicurativa, nonché il mancato invio della lettera raccomandata anche all’assicuratore del responsabile del sinistro. Il Tribunale di Prato dichiarava inammissibile il gravame. La questione giunge dunque all’attenzione della Suprema Corte.

 

ESTENSIONE DELLA COPERTURA ASSICURATIVA. Al fine del giudizio di legittimità, risulta dirimente la censura relativa all’estensione della copertura assicurativa anche durante il periodo di tolleranza di 15 giorni dopo la scadenza della polizza, come dedotto dal ricorrente.

Come ricorda il Collegio infatti, un veicolo circolante con polizza scaduta da meno di 15 giorni deve ritenersi comunque assicurato «posto che la durata della copertura in tema di RCA è sempre prorogata per tale arco temporale, sia nel caso di scadenza della rata di premio, ai sensi dell’art. 1901 c.c., sia nel caso di scadenza della polizza, ai sensi dell’art. 170-bis cod. ass.». In tal caso, è dunque escluso ogni dubbio sulla sussistenza del presupposto per avvalersi della procedura di risarcimento diretto ex art. 149 cod. ass., ovvero l’esistenza di un valido contratto assicurativo.

Risulta in tal senso inconferente la disposizione di cui all’art. 127 cod. ass. che, secondo l’interpretazione della compagnia assicuratrice controricorrente, farebbe salva l’applicazione dell’art. 1901, comma 2, c.c.  solo nei confronti dei “terzi danneggiati” e non dello stesso assicurato. Come già affermato dalla giurisprudenza infatti, l’azione di cui all’art. 149 cod. ass. non è altro che la medesima azione di cui all’art. 144 per le ipotesi ordinarie, con la sola differenza che destinatario è l’assicuratore della vittima anziché quello del responsabile «in una sorta di accollo liberatorio ex lege del debito di quest’ultimo». In conclusione, nell’accogliere il ricorso con cassazione della sentenza e rinvio al Tribunale, la Suprema Corte afferma il principio secondo cui «anche in caso di applicazione della procedura di risarcimento diretto ex art. 149 cod. ass. opera il disposto dell’art. 1901, comma 2, c.c., sicché ove il sinistro si sia verificato posteriormente alla scadenza del termine per il pagamento di premi successivo al primo, l’assicurazione resta sospesa solo dalle ore 24 del quindicesimo giorno dopo quello della scadenza».

 

 

                                                                                                                                                      (FONTE: dirittoegiustizia.it)

 

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