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Guard rail difettoso trancia il braccio del motociclista: il comune risponde anche se non è responsabile della caduta del centauro

IL CASO Un motociclista rimane coinvolto in un grave incidente stradale: a causa di un solco nell’asfalto non segnalato e di terriccio fangoso non rimosso, infatti, perde il controllo della sua motocicletta e viene sbalzato contro il guard rail opposto che, non essendo stato fissato correttamente, esponeva una parte tagliente rivolta verso la carreggiata. A seguito del forte impatto contro di esso, il motociclista subisce l’amputazione netta di un braccio. L’uomo ed i suoi genitori convengono in giudizio il Comune per sentir accertata la sua responsabilità ex art. 2051 c.c. Il Tribunale ritiene il Comune responsabile esclusivo dell’incidente e lo condanna a risarcire oltre un milione di euro di danni al danneggiato, oltre ad un importo pari a centomila euro ciascuno ai suoi genitori. La Corte d’appello di Brescia, successivamente adita, respinge invece le domande risarcitorie non ritenendo il Comune responsabile per il verificarsi dell’incidente, ed escludendo che il guard rail difettoso abbia avuto incidenza causale in riferimento alla grave lesione dall’uomo. Il danneggiato ed i suoi genitori ricorrono ora in Cassazione, sulla base di sei motivi.

 

IMPRUDENZA E IMPERIZIA, CAUSE ESCLUSIVE DEL SINISTRO La Cassazione ritiene corretto il ragionamento della Corte d’appello in merito all’esclusione del nesso causale tra le condizioni dell’asfalto e l’evento dannoso. La Corte territoriale aveva anche accertato che il ragazzo conduceva il proprio mezzo ad una velocità troppo elevata rispetto allo stato dei luoghi, attribuendo quindi alla sua imprudenza, forse anche imperizia, la causa esclusiva dell’incidente.

 

EVENTO NON PREVEDIBILE? Errate in diritto sembrano essere invece le motivazioni con le quali il giudice di merito aveva ritenuto che, se il verificarsi dell’incidente è a carico del danneggiato, a carico di quest’ultimo debbano essere anche le conseguenze anomale dello stesso. La Corte territoriale aveva negato che le cattive condizioni del guard rail potessero essere fonte di obbligo risarcitorio in capo all’ente tenuto alla sua manutenzione qualora fossero tali da non pregiudicare lo svolgimento della sua funzione, ossia impedire la fuoriuscita di veicoli. Il fatto che, a causa di un incidente, un corpo umano potesse entrarvi in contatto è ritenuto dai giudici di merito non prevedibile.

 

FUNZIONE CONTENITIVA DEL GUARD RAIL  La Cassazione precisa che, per quanto concerne l’obbligo di manutenzione della PA, che ha correttamente posizionato le barriere laterali ex d.m. n. 223/1992, non è corretto ritenere che queste abbiano la mera funzione di evitare o contenere il rischio della fuoriuscita di veicoli. Il loro compito è infatti quello di diminuire la pericolosità del tratto stradale ove sono collocate. Il guard rail deve essere in grado di offrire una resistenza all’eventuale impatto di veicoli e soprattutto una protezione ai corpi degli utenti della strada (pedoni, ciclisti, motociclisti, automobilisti) che, per qualunque motivo, possano esservi sbalzati contro. L’impatto, o anche il solo contatto, di una barriera laterale con il corpo delle persone non è da considerare come evento imprevedibile, ma è assolutamente prevedibile.

 

VIOLAZIONE DEGLI OBBLIGHI MANUTENTIVI Ciò posto, conclude la Corte, in capo alla Pubblica Amministrazione vi è l’obbligo di controllare e manutenere le barriere laterali che, a causa del tempo, delle condizioni atmosferiche o anche dell’impatto di veicoli, possono aver assunto una conformazione diversa o presentare asperità tali da costituire un pericolo per gli utenti della strada. L’omissione di interventi manutentivi in tale senso costituisce violazione non solo delle specifiche norme che glielo impongono, ma anche dei principi generali in tema di responsabilità civile.

La Corte accoglie dunque il ricorso e rinvia gli atti alla Corte d’Appello di Brescia, in diversa composizione.

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