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Legge europea 2015 – 2016: in G.U. la disciplina per l’indennizzo in favore delle vittime di reati intenzionali violenti

Il diritto all’indennizzo. Il corpo della legge si sviluppa in 37 articoli suddivisi in 9 capi, riferiti a specifiche materie.

Ciò che rileva in questa sede è il Capo III (artt. da 7 a 16) «disposizioni in materia di giustizia e sicurezza».  In particolare alla sez. II, gli artt. 11 e ss si occupano del «Diritto all’indennizzo per le vittime di reati violenti intenzionali» (v. in Ridare: Vittime di reati violenti: l'intervista all'avvocato Marco Bona; Vittime di reati violenti fanno causa alla Presidenza del consiglio per mancata attuazione di direttiva europeaLa Commissione Europea deferisce l'Italia alla Corte UE per normativa insufficiente sull'indennizzo delle vittime di reatoVittime di reati violenti intenzionali: la Cassazione rimane in attesa della CgueVittime di reati violenti intenzionali: depositate le conclusioni dell'avvocato generale della Cgue).

 

I titolari. La legge – all’art. 11 - specifica che il diritto in esame spetta alla vittima di un reato doloso commesso con violenza alla persona e comunque del reato ex art. 603-bis c.p.. L’indennizzo è posto a carico della Stato ed è «elargito per la rifusione delle spese mediche e assistenziali». Per i fatti di violenza sessuale e di omicidio invece l’indennizzo è sempre elargito anche in assenza di spese mediche e assistenziali.

 

I prerequisiti. L’art. 12 della legge indica le condizioni per l’accesso all’indennizzo, quali:

  1. il reddito annuo della vittima non deve essere superiore a quello previsto per l’ammissione al patrocinio a spese dello Stato;
  2. l’infruttuoso esito dell’azione esecutiva da parte della vittima nei confronti dell’autore del reato per ottenere il risarcimento del danno dal soggetto obbligato in forza di sentenza;
  3. la vittima non deve aver concorso, anche colposamente, alla commissione del reato;
  4. la vittima non deve essere stata condannata o non deve essere sottoposta a procedimento penale;
  5. la vittima non deve aver percepito, per lo stesso fatto, somme erogate da soggetti pubblici o privati.

 

La domanda, i termini e gli allegati. La domanda di indennizzo, ex art. 13, deve essere presentata - nel termine di 60 giorni dalla decisione che ha definito il giudizio o dall’ultimo atto dell’azione esecutiva infruttuosamente esperita - dall’interessato o, in caso di morte, dagli aventi diritto, allegando:

  1. copia della sentenza di condanna;
  2. documentazione circa l’infruttuoso esperimento dell’azione esecutiva per il risarcimento dei danni nei confronti dell’autore del reato;
  3. dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà;
  4. certificazione medica attestante le spese sostenute per prestazioni sanitarie o il certificato di morte della vittima del reato.

 

 

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