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Muore clochard: nessun risarcimento agli eredi che non provano il legame affettivo

IL CASO In sede penale era stata accertata la negligenza, imprudenza e imperizia del personale sanitario, medico e paramedico di un ospedale romano che aveva omesso ogni intervento su di un clochard, di nazionalità polacca, ricoverato al pronto soccorso con una grave infezione polmonare in fase acuta, determinando l’aggravarsi e l’accelerazione del grave processo patologico già in atto, che aveva condotto l’uomo alla morte. La madre e i fratelli del clochard avanzano ora dinnanzi al Tribunale di Roma richiesta di risarcimento danni all’azienda ospedaliera che, pur riconoscendo  la responsabilità del proprio personale medico e sanitario in servizio al pronto soccorso, nega la risarcibilità del danno da perdita del rapporto parentale invocata dagli eredi.

 

ONERE DI ALLEGAZIONE E PROVA Il Tribunale respinge la domanda e ricorda che, secondo l'orientamento di legittimità, anche il danno da perdita del rapporto parentale deve essere allegato e specificamente provato dal danneggiato (Cass. civ. n. 16992/2015). Nella fattispecie concreta gli attori lamentano la mera mancanza di convivenza, configurando il danno non patrimoniale come un danno in re ipsa, la cui configurabilità è stata ripetutamente esclusa dalla Cassazione.

 

NESSUN LEGAME PROVATO Il Tribunale dichiara inoltre che non è ravvisabile alcun legame, né tanto meno una durevole frequentazione, tra il danneggiato e i suoi eredi, e che non può dirsi ragionevole, oltre che non provato, che negli ultimi anni di vita il clochard avrebbe potuto sostenere le spese per raggiungere la Polonia, Nazione d’origine, o la provincia di Firenze, ove risiede la sorella.

 

RISARCIMENTO NEGATO Per il Tribunale dunque, sia la mancata prova della conservazione di un legame affettivo con il de cuius, sia la mancata prova del danno da perdita del rapporto parentale subito escludono la risarcibilità di quanto richiesto dagli attori.

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