Quesiti Operativi

Il danno non patrimoniale spettante ai congiunti non conviventi

In un incidente stradale, la vittima che perde la vita a seguito delle lesioni riportate è un medico con reddito annuo di circa Euro 70.000,00 che lascia un figlio minorenne convivente, moglie convivente, figlia minorenne non convivente (1° matrimonio), padre, madre e sorella non conviventi. Quale risarcimento spetta in percentuale a genitori e sorella del defunto per quanto riguarda il danno non patrimoniale?

 

Il padre medico alla sua morte lascia: a) un figlio minorenne ed una moglie entrambi conviventi; b) una figlia minorenne non convivente, nata dal primo matrimonio; c) i genitori (padre e madre) non conviventi; d) una sorella non convivente.

Il quesito verte in materia di risarcimento del danno non patrimoniale in seguito alla perdita del congiunto, e nello specifico viene chiesto quale risarcimento eventualmente spetti ai genitori ed alla sorella del defunto.

In seguito ad un evento mortale sorgono, in capo al danneggiante/debitore, degli obblighi risarcitori in favore dei familiari del defunto (danno non patrimoniale iure proprio) ed in favore della vittima, che si trasmetteranno agli  eredi secondo le ordinarie regole della successione mortis causa (danno non patrimoniale iure hereditario).

Di recente la giurisprudenza (Cass. civ. n.1361/2014) ha ribadito che il danno non patrimoniale rappresenta la lesione di interessi inerenti la persona, non connotati da rilevanza economica, di natura composita, che si articola in più voci quali: il danno morale, il danno biologico, il danno da perdita del rapporto parentale o c.d. danno esistenziale.

Come noto, al fine di quantificare il risarcimento del danno spettante iure proprio ai congiunti della vittima primaria, il Tribunale di Milano ha elaborato delle tabelle; quelle dell’anno 2014 prevedono, in favore dei genitori e dei fratelli, i seguenti risarcimenti:

-        a favore di ciascun genitore per la morte di un figlio da euro 163.990,00 a euro 327.990,00

-        a favore del fratello per la morte di un fratello da euro 23.740,00 a euro 142.420,00

L’entità dei risarcimenti determinata dall’Osservatorio sulla Giustizia Civile di Milano, prevede una “forbice” (da un minimo ad un massimo) consentendo così al Giudice di prendere in considerazione tutte le circostanze del caso concreto quali: l’età della vittima e dei familiari danneggiati, il legame esistente tra la vittima ed i familiari, la continuità e l’intensità di tale legame, la convivenza, e ogni altra circostanza  che dovrà essere allegata e provata, secondo la regola generale dell’art. 2697 c.c.

La giurisprudenza ha infatti più volte affermato (da ultima Cass. civ. n. 1361/2014) che l’allegazione deve essere circostanziata e riguardare fatti precisi e specifici al caso concreto, non essendo sufficienti enunciazioni generiche ed astratte.

Il Giudice, nel determinare l’entità del risarcimento spettante iure proprio ai familiari della vittima primaria, terrà conto di tutti questi elementi, procedendo così ad una “personalizzazione” della liquidazione, con conseguente impossibilità di predeterminare a priori le percentuali di risarcimento spettanti ai genitori ed alla sorella del defunto.

Compito del Giudice sarà quindi quello di accertare l’effettiva consistenza del pregiudizio sofferto e, evitando duplicazioni di risarcimento, determinare in via equitativa l’entità del danno non patrimoniale, al fine di ristorare il pregiudizio effettivamente subito dal congiunto del danneggiato.

I genitori e la sorella del defunto saranno quindi titolari di un autonomo diritto al risarcimento del danno non patrimoniale; gli stessi potranno altresì avere diritto ad un risarcimento iure hereditario, trasmissibile secondo le ordinarie regole di successione.

Il danno non patrimoniale iure hereditario ricomprenderà il danno biologico ed il danno morale subiti dalla vittima primaria, oltre che il danno tanatologico o danno da morte immediata, come di recente affermato da Cass. civ. n. 1361/2014.

In tale sentenza la Corte ha infatti statuito che “la perdita della vita, bene supremo dell’uomo e oggetto di primaria tutela da parte dell’ordinamento, non può rimanere priva di conseguenze anche sul piano civilistico” e che “la perdita del bene vita, oggetto di un diritto assoluto e inviolabile, è allora ex se risarcibile, nella sua oggettività, a prescindere pertanto dalla consapevolezza che il danneggiato/vittima ne abbia”, concludendo quindi che la perdita della vita, deve essere ristorata anche in caso di morte immediata o istantanea ed il relativo diritto (o ragione di credito) è trasmissibile iure hereditatis.

La Suprema Corte ha quindi chiarito che il danno “da perdita della vita” è differente dal danno alla salute, e si differenzia sia dal danno biologico terminale che dal danno morale terminale della vittima, e che il diritto al ristoro di tale danno viene acquisito dalla vittima istantaneamente al momento della lesione mortale.

La citata sentenza specifica anche che la quantificazione del danno da perdita del bene vita non è contemplata nelle Tabelle elaborate dal Tribunale di Milano e, conseguentemente, sarà il Giudice che, caso per caso, dovrà individuare i criteri di valutazione che consentano di pervenire alla liquidazione di un ristoro equo, considerando l’età, le condizioni di salute, l’attività svolta, le speranze di vita future, e le condizioni personali e familiari della vittima.

È opportuno segnalare che, con ordinanza Cass., 4 marzo 2014, n. 5056, la vexata quaestio della risarcibilità del danno da perdita del bene vita è stata rimessa alle Sezioni Unite della Cassazione; dato il tempo già trascorso, appare imminente la pubblicazione della decisione assunta dalle Sezioni Unite. 

Tornando al quesito specifico, si osserva però che, in mancanza di testamento, seguendo le ordinarie regole della successione ab intestato, avendo il defunto figli e coniuge, ai genitori ed alla sorella dello stesso non spetterà alcun risarcimento del danno non patrimoniale iure hereditatis, ma solo il risarcimento del danno non patrimoniale iure proprio.

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