Bussola

Consenso informato e il risarcimento del danno consequenziale

21 Ottobre 2019 | ,

Sommario

Inquadramento | La “relazione di cura” nella legge 219/2017 | Caratteristiche del consenso | Consenso dei soggetti incapaci | Forma del consenso | Struttura dell'illecito e danni risarcibili | Onere della prova | Liquidazione dei danni non patrimoniali | Profili processuali | Casistica |

 

L'art. 1 della l. n. 219/2017, entrata in vigore il 31 gennaio 2018 (ed applicabile alle manifestazioni di consenso successive a tale data: cfr. Cass. civ., n. 12998/2019), intitolato “Consenso informato”, codificando principi ormai da tempo cristallizzati nella giurisprudenza costituzionale e di legittimità, ha espressamente sancito che: «nessun trattamento sanitario può essere iniziato o proseguito se privo del consenso libero e informato della persona interessata». Affinché la prestazione medico-sanitaria si configuri come lecita e legittima è, dunque, necessario che la stessa venga preceduta da un valido consenso al trattamento espresso dal soggetto che ne è destinatario. La stessa norma, al primo comma, muove dal corretto inquadramento del diritto all'autodeterminazione della persona, diverso dal diritto alla salute, parimenti annoverabile tra i diritti fondamentali tutelati dagli artt. 2, 13 e 32 Cost. e dagli artt. 1, 2 e 3 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea. La Corte costituzionale, con la sent. n. 438/2008, nel qualificare il diritto all'autodeterminazione quale diritto fondamentale della persona del quale il consenso informato nella materia sanitaria è principale espressione, aveva chiarito che la veicolazione di tutte le informazioni sulla natu...

Leggi dopo

Esplora i contenuti più recenti su questo argomento

Quesiti Operativi

Quesiti Operativi

Su Consenso informato e il risarcimento del danno consequenziale

Vedi tutti »