Bussola

Consulenza tecnica d'ufficio

Sommario

L’albo dei consulenti tecnici del giudice | La funzione della consulenza d’ufficio | L’astensione e la ricusazione del consulente | La sostituzione del C.T.U. e la rinnovazione delle indagini | L’udienza di giuramento del C.T.U. | Le operazioni peritali | La relazione del C.T.U. e la sua redazione | Il consulente tecnico di parte |

 

La scelta dei C.T.U., ai sensi dell’art. 61, comma 2, c.p.c. “deve essere normalmente fatta tra le persone iscritte in albi speciali formati a norma delle disposizioni di attuazione al presente codice”. Peraltro il conferimento d'ufficio dell'incarico di C.T.U. ad un professionista non iscritto negli appositi albi dei periti, non spiega di per sé effetti invalidanti, dato che l'art. 61 c.p.c., non esclude il potere discrezionale del giudice di avvalersi dell'ausilio di soggetti diversi” (Cass. civ., 2 ottobre 1984, n. 4884). Ex artt. 13 segg. disp. att. c.p.c. l’albo è costituito in ogni tribunale  ed è diviso in categorie. L’albo è tenuto dal Presidente del Tribunale ed è formato da un comitato da lui presieduto e composto dal Procuratore della Repubblica e da un professionista iscritto nell'albo professionale, designato dal consiglio dell'ordine, o dal collegio della categoria, cui appartiene il richiedente. Ex artt. 15 e 16 disp. att. c.p.c. possono ottenere l'iscrizione nell'albo “coloro che sono forniti di speciale competenza tecnica in una determinata materia” e sono “di condotta morale specchiata”. Nessuno può essere iscritto in più di un albo ma ciò non comporta una limitazione territoriale alla possibilità di svolgere le funzioni di C.T.U.  

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