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Danno cagionato da animali

28 Marzo 2019 | ,

Sommario

Inquadramento | Natura giuridica | Il proprietario e colui che ha in uso l'animale | Onere della prova | (Segue) Ipotesi particolari | (Segue) Orientamenti a confronto | Danno cagionato da fauna selvatica | Aspetti medico legali e criteri di liquidazione | Profili penalistici | Casistica |

 

La fattispecie di responsabilità del danno cagionato da animali è prevista dall'art. 2052 c.c., a mente del quale il proprietario o chi se ne serve per il tempo in cui lo ha in uso, è responsabile del danno cagionato a terzi dall'animale. La fattispecie rientra nel genus delle ipotesi specifiche di responsabilità extracontrattuale disciplinate nel titolo IX “Dei fatti illeciti” (artt. 2043 e ss. c.c.). È orientamento consolidato della giurisprudenza qualificare la fattispecie dettata dall'art. 2052 c.c. alla stregua di un'ipotesi di responsabilità oggettiva ascritta al proprietario o a colui che si serve dell'animale per il tempo in cui lo ha in uso (tanto che sia sotto la loro custodia ovvero sia smarrito o fuggito), salvo che questi non raggiungano la prova del caso fortuito. Di contro, il danno cagionato dalla fauna selvatica è escluso dalla presunzione stabilita dall'art. 2052 c.c., in quanto lo stato di libertà è incompatibile con un qualsiasi obbligo di custodia da parte della P.A. Tali fattispecie, quindi, devono essere fatte rientrare sotto l'operatività dei principi generali sanciti dall'art. 2043 c.c., con tutte le conseguenze in tema di onere della prova.   IN EVIDENZA «In base all'art. 2052 c.c. la responsabilità dei proprietari dell'animale è presunta, fondata ...

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