Bussola

Danno cagionato da cose in custodia

Sommario

Nozione | Elemento oggettivo | Natura giuridica della responsabilità: elemento soggettivo | Nesso di causalità e caso fortuito | Onere della prova | Aspetti medico legali | Criteri di liquidazione | Aspetti processuali | Casistica |

 

L’istituto della responsabilità per danno da cose in custodia, rientrante nel genus delle ipotesi speciali di responsabilità extracontrattuale disciplinate nel titolo IX “Dei fatti illeciti” (artt. 2043 c.c. e ss.) è disciplinato dall’art. 2051 c.c., secondo cui ciascuno è responsabile del danno cagionato dalle cose che ha in custodia, salvo che provi il caso fortuito. La norma è stata novellata dal legislatore del 1942, che ha riscritto l'art. 1153 del codice civile del 1865 - il quale prevedeva che “ciascuno parimenti è obbligato non solo pel danno che cagiona pel fatto proprio, ma anche per quello che viene arrecato col fatto delle persone delle quali deve rispondere o colle cose che ha in custodia” - sostituendo alla dicitura “colle cose” la diversa espressione “dalle cose”. Tale modifica letterale ha costituito il punto di partenza, nonché il fulcro, delle moderne teorizzazioni dottrinali e giurisprudenziali elaborate in ordine alla natura giuridica della responsabilità in esame, considerato che nella scelta legislativa si è evidenziato l’intento di sganciare il fatto generatore del danno dall’azione umana, per ricondurlo più propriamente al modo di essere della cosa, intesa dal punto di vista sia statico, sia dinamico.     

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