Bussola

Danno da amianto

03 Ottobre 2016 | ,

Sommario

Inquadramento | La natura della condotta: omissiva o commissiva? | Le problematiche legate alla causalità nelle malattie asbesto-correlate | Il periodo di latenza e i tempi di induzione | L'effetto acceleratore delle esposizioni successive | La soluzione della Cassazione | La colpa | La risarcibilità del danno da malattia asbesto-correlata | Casistica |

 

Vengono qui esaminate le problematiche relative alla contrazione delle malattie professionali asbesto-correlate sul luogo di lavoro. Si affronta la questione della responsabilità del datore di lavoro per l'insorgenza di tali tecnopatie, in quanto titolare di una posizione di garanzia per la salute e la sicurezza dei propri lavoratori. In particolare, vengono stigmatizzate le peculiari problematicità connesse all'accertamento del nesso di causa fra la condotta del datore di lavoro e la manifestazione delle diverse patologie derivanti da amianto, nonché la complessa tematica della sussistenza della colpevolezza del garante. Infine, una volta enucleati i criteri su cui fondare la responsabilità del datore di lavoro, vengono trattati gli aspetti relativi alla possibilità per il lavoratore di ottenere il risarcimento del danno subito in conseguenza della contrazione di una patologia asbesto-correlata.   In evidenza L'impostazione scientifica prevalente ha come conseguenza giuridica quella di considerare rilevanti sul piano causale le condotte di tutti i datori di lavoro che si siano succeduti fino al completamento del periodo di induzione della malattia asbesto-correlata di tipo tumorale (carcinoma e mesotelioma) e non di quelli che abbiano rivestito tale posizione di garanzia ...

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