Bussola

Danno da lesione del diritto al domicilio

Sommario

Inquadramento | Gli interessi della persona costituzionalmente protetti | L'ambito del pregiudizio ristorabile | La lesione del diritto di domicilio | Fattispecie concrete in cui entra in gioco la lesione del domicilio | Casistica |

 

La Cass. civ., Sez. Un., 11 novembre 2008, n. 26972 (in Riv. dir. comm. 2009, 4-5-6, 43, con nota di Scotti), che si inserisce nell'ambito delle pronunce meglio note come “sentenze di San martino”, ha, in primo luogo, ribadito la bipolarità tra danno patrimoniale da fatto illecito (art. 2043 c.c.), connotato da atipicità (lesione di qualsiasi interesse giuridicamente rilevante), e danno non patrimoniale (art. 2059 c.c.), connotato da tipicità. In passato era stato configurato, invece, un sistema risarcitorio “tripolare”, basato sulle figure del danno biologico (inteso come lesione al bene salute), danno morale soggettivo (inteso come sofferenza transeunte patita dalla vittima in conseguenza del reato) e danno patrimoniale. Il danno non patrimoniale è risarcibile solo nei casi determinati dalla legge e nei casi in cui sia cagionato da (un evento di danno consistente nella lesione di specifici diritti inviolabili della persona costituzionalmente protetti (es.: diritto all'integrità psico-fisica - art. 32 Cost. -; diritto alla personalità morale - artt. 1, 2, 4 e 35 Cost. - del lavoratore). I casi previsti dalla legge si dividono in due gruppi: quelli in cui la risarcibilità è prevista in modo espresso (dal codice penale, quale fatto illecito integrante reato, e dalle leggi speci...

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