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Danno da perdita di animale d'affezione

29 Aprile 2014 |

Sommario

Nozione | Elemento oggettivo | La risarcibilità del danno da perdita dell’animale d’affezione | Elemento soggettivo | Nesso di causalità | Onere della prova | Aspetti medico-legali | Criteri di liquidazione | Aspetti processuali | Casistica |

 

Il danno da perdita di animale d’affezione rientra nella più ampia categoria del danno non patrimoniale (art. 2059 c.c.), riconducibile, secondo un’opinione, alla specie danno esistenziale mentre, secondo diverso orientamento, al danno morale.  Mentre infatti sembrava orientata nel primo senso seppure negandone la risarcibilità Cassazione (Cass. sez. III, sent. n. 14846/2007), si esprime invece a favore della qualificazione nell’ambito del danno morale  la più recente Cass., sez. III, sent. n. 4493/2009. Non si può però escludere anche la possibilità che la perdita dell’animale d’affezione possa determinare un vero e proprio danno biologico qualora la perdita comporti nel “padrone” dell’animale l’insorgenza di una vera e propria patologia (es: depressione). Relativamente al danno patrimoniale, invece, nessun dubbio sussiste sulla sua risarcibilità, commisurato al valore venale dell’animale o alle spese per le cure necessarie in caso di lesioni, non essendovi ragioni per discostarsi dai principi generali in tema di risarcibilità del danno emergente conseguente a fatto illecito. Gli animali d'affezione, pur essendo, come tutti gli animali, parificati alle cose che possono formare oggetto di diritti (art. 810 c.c.), sono caratterizzati dal particolare rapporto che li lega al padr...

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