Bussola

Danno esistenziale

16 Aprile 2014 |

Sommario

Nozione | Elemento oggettivo | Elemento soggettivo | Nesso di causalità | Onere della prova | Aspetti medico-legali | Criteri di liquidazione | Aspetti processuali: le parti e il giudice | Profili penalistici | Casistica |

 

La nozione di danno esistenziale è stata elaborata sul finire del secolo scorso per rendere risarcibile una serie di pregiudizi areddituali derivanti alla persona del danneggiato, diversi sia dalla sofferenza interiore (ricondotta al danno morale) che dalla menomazione anatomo-funzionale del medesimo (ricondotta al danno biologico), nell’ottica del superamento della tradizionale impostazione della risarcibilità del danno non patrimoniale soltanto nei casi espressamente previsti dalla legge, intesi questi ultimi come limitati alla previsione dell’art. 185 c.p., cioè quelli cagionati da reato. Il danno esistenziale fu così inteso come l’ingiusta lesione alle attività realizzatrici, alle abitudini e condizioni (interne ed esterne) di vita e agli assetti relazionali della persona; e fu individuato nelle conseguenze negative che un fatto illecito extracontrattuale (art. 2043 c.c.) o un inadempimento contrattuale (art. 1218 c.c.) hanno avuto sulla sfera delle relazioni sociali, umane, affettive di un soggetto. In tale complessiva accezione può accettarsi come equivalente la sua definizione di danno dinamico-relazionale. Nel 2003, la S.C. riconobbe l’esistenza di un pregiudizio definibile in tal senso, riconoscendo al danno non patrimoniale, complessivamente inteso, una sorta di trip...

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