Bussola

Eccessiva durata del processo

Sommario

Nozione | Elemento oggettivo | Elemento soggettivo | Nesso di causalità | Onere della prova | Aspetti medico-legali | Criteri di liquidazione | Aspetti processuali | Casistica |

 

La nozione della responsabilità dello Stato per eccessiva durata del processo si ricava, in primo luogo, dall’art. 6 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo e delle liberà fondamentali (CEDU) che ricomprende, tra le garanzie dell’equo processo, la ragionevole durata dello stesso. In seguito, anche l’art. 111 Cost., così come modificato dalla l. cost. n. 2/1999, ha espressamente contemplato, nel novero delle garanzie del giusto processo, la ragionevole durata dello stesso. È peraltro solo con la l. 24 marzo 2001, n. 89, c.d. Pinto che è stato introdotto uno specifico mezzo di ricorso, nel nostro ordinamento, che consente, all’art. 2  a chi abbia  subìto un danno patrimoniale o non patrimoniale per effetto di violazione della CEDU, sotto il profilo del mancato rispetto del termine ragionevole di cui all'articolo 6, paragrafo 1, di ottenere un’equa riparazione, facendo valere la relativa responsabilità dello Stato (cfr. Tarzia, L’art. 111 Cost. e le garanzie europee del processo civile, in Riv. dir. proc., 2001, 1 ss; Monteleone, Il processo civile alla luce dell’art. 111 Cost., in Giust. civ.,2001, 523). Il diritto alla trattazione delle cause entro un termine ragionevole è riconosciuto dall'art. 6, par. 1,  CEDU, solo con riferimento alle cause "proprie" e, quindi, escl...

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