Bussola

Imputabilità

27 Giugno 2014 |

Sommario

Nozione di incapacità di intendere e volere | Ambito di applicazione della norma | Onere della prova | Profili penalistici | Casistica |

 

L’ordinamento subordina la responsabilità civile e il conseguente obbligo risarcitorio alla circostanza che l’autore del fatto dannoso fosse capace di intendere e volere al momento del fatto. La capacità di intendere e volere viene generalmente identificata in quel minimo di attitudine psichica ad agire e valutare le conseguenze del proprio operato affinché, secondo la comune coscienza, sia possibile ritenere che il fatto dannoso sia una libera scelta dell’autore; di conseguenza l’incapacità può riguardare sia la sfera intellettiva sia quella volitiva. Alla definizione dei caratteri dell’imputabilità potrebbero concorrere anche le norme di cui agli articolo 428 c.c. e 85 c.p. e seguenti, anche se si dubita che sia possibile delineare un concetto unitario di imputabilità. Infatti mentre agli articoli 88, 95 e 97 c.p. sono elencate una serie di causa di inimputabilità, quali il vizio di mente, la cronica intossicazione da alcool, l’età inferiore ai quattordici anni e altre ancora, che compongono un elenco, anche se non tassativo, di cause, in presenza delle quali il soggetto, per presunzione iuris et de iure, deve ritenersi incapace, in sede civile spetta al giudice di accertare caso per caso se l’autore fosse capace di valutare adeguatamente il valore sociale dell’atto concreto...

Leggi dopo

Esplora i contenuti più recenti su questo argomento

Focus

Focus

Su Responsabilità del sorvegliante dell’incapace

Vedi tutti »