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Polizza assicurativa: contratto, forma, polizza all’ordine o al portatore

16 Aprile 2019 |

Sommario

La forma del contratto assicurativo | Conclusione del contratto e pagamento del premio | I soggetti del rapporto assicurativo | La circolazione dei diritti derivanti dal contratto; polizze all'ordine o al portatore | Prova della conclusione del contratto e prova del regolamento contrattuale | La prova per iscritto nell'era digitale: dalla sottoscrizione autografa alla firma elettronica | Casistica |

 

Per definizione, il contratto di assicurazione «deve essere provato per iscritto» (art. 1888 comma 1 c.c.). La forma scritta sarebbe cioè richiesta ad probationem, ferma restando la piena validità del contratto concluso per effetto del mero scambio, anche solo verbale, di proposta e accettazione ai sensi e per gli effetti di cui all'art. 1326 c.c. Ed è proprio al fine di consentire di provare, all'occorrenza, il contratto che l'art. 1888 c.c. impone all'assicuratore di rilasciare al contraente la polizza di assicurazione o altro documento da lui sottoscritto (comma 2); e ancora, di rilasciare, a richiesta e a spese del contraente, duplicati o copie della polizza (comma 3). Invero, l'assunto tralatizio secondo cui la forma scritta è imposta unicamente ad probationem parrebbe contraddetto dall'art. 1887 comma 1 c.c. ove è disposto che «la proposta scritta diretta all'assicuratore rimane ferma per il termine di quindici giorni, o di trenta giorni quando occorre una visita medica»; e ancora, dall'art. 166 cod. ass., in cui è prescritto che «il contratto e ogni altro documento consegnato dall'impresa al contraente va redatto in modo chiaro ed esauriente». Per come formulate, infatti, entrambe le disposizioni parrebbero eleggere la forma scritta a requisito essenziale per la validit...

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