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Responsabilità per danno all’ambiente

18 Ottobre 2016 |

Sommario

Inquadramento | La disciplina del danno ambientale nel T.U. del 2006 e successive modifiche ed integrazioni | Il regime di imputazione della responsabilità per danno ambientale | Segue: la responsabilità per danno ambientale nei gruppi societari | La prova del danno ambientale | Il contenuto dell'obbligazione risarcitoria | Il giudizio sul risarcimento del danno ambientale | Riparto e successione nella responsabilità per danno ambientale | La prescrizione del diritto al risarcimento del danno ambientale | Profili penalistici | Danno ambientale e danni collegati |

 

La figura del danno ambientale fu introdotta dall'art. 18, l. n. 349/1986 secondo cui “qualunque fatto doloso o colposo in violazione di disposizioni di legge o di provvedimenti adottati in base a legge che comprometta l'ambiente, ad esso arrecando danno, alterandolo, deteriorandolo o distruggendolo in tutto o in parte, obbliga l'autore del fatto al risarcimento nei confronti dello Stato”. In seguito, la parte VI (artt. 298-bis/318) del d.lgs. n. 152/2006 (di seguito anche T.U.) ha recepito la dir. 2004/35/CE sostituendo l'intera disciplina del danno ambientale contenuta nell'art. 18 cit. (abrogato dall'art. 318, fatta eccezione per il comma 5, relativo alle facoltà processuali delle associazioni ambientaliste) caratterizzandosi per la definizione di danno ambientale, che invece non era presente nell'art. 18, consistente, secondo l'art. 300, comma 1, in “qualsiasi deterioramento significativo e misurabile, diretto o indiretto, di una risorsa naturale o dell'utilità assicurata da quest'ultima”, con l'espressa limitazione, in conformità alla direttiva, al danno alle specie e habitat protetti, alle aree protette, alle acque ed al terreno (comma 2).

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