Bussola

Responsabilità del mediatore

Sommario

Nozione | Elemento oggettivo e qualità dell’agente | Elemento soggettivo | Nesso di causalità e caso fortuito | Onere della prova | Criteri di liquidazione | Aspetti processuali | Profili penalistici | Casistica |

 

Per quanto la disciplina della mediazione sia collocata nell’ambito delle previsioni codicistiche sui singoli contratti, è tuttavia vero che la definizione dettata dall’art. 1754 c.c. (“è mediatore colui che mette in relazione due o più parti per la conclusione di un affare, senza essere legato ad alcuna di esse da rapporti di collaborazione, di dipendenza o di rappresentanza”), contiene una descrizione assai ampia – e, se si vuole, anche vaga - della fattispecie. La formulazione normativa (che evita persino l’uso della parola “contratto”) ha finito per sollevare il problema della natura contrattuale o meno della mediazione. Sul problema si possono registrare tre tesi. La prima – predominante in giurisprudenza (Cass. civ., Sez. III, 14 luglio 2011, n. 15473;  Cass. civ., Sez. III, 21 maggio 2010, n. 12527) e seguita da parte della dottrina - sembra affermare la natura contrattuale della mediazione. La seconda, invece, sostiene la natura non contrattuale della fattispecie, riconducendola nell’ambito dei rapporti contrattuali di fatto, mentre altre voci ancora si schierano per una tesi intermedia, che vede, accanto ad una mediazione contrattuale che scaturisce da un incarico, una mediazione “non contrattuale” che nasce dal mero contatto diretto del mediatore con le parti. La ter...

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