Bussola

Responsabilità dell'avvocato

Sommario

Natura dell’obbligazione | Il nesso causale | La colpa | Il danno da omessa interruzione della prescrizione | Il consenso informato | Danno risarcibile | La responsabilità verso terzi |

 

Secondo il consolidato orientamento del giudice di legittimità, le obbligazioni inerenti all’esercizio di un’attività professionale sono, di regola, obbligazioni di mezzi e non di risultato, in quanto il professionista, assumendo l’incarico, si impegna a prestare la propria opera per raggiungere il risultato desiderato, ma non a conseguirlo. Pertanto l’inadempimento dell’avvocato alle obbligazioni scaturenti dal contratto di mandato professionale non può essere desunto senz’altro dal mancato raggiungimento del risultato utile avuto di mira dal cliente, ma deve essere valutato alla stregua dei doveri inerenti allo svolgimento dell’attività professionale ed in particolare al dovere di diligenza (Cass., sez. II, 14 agosto 1997, n. 7618, in Foro it., 1997, I, 3570; Cass., sez. II, 18 novembre 1996, n. 10068, in Dir. ed economia assicuraz., 1998, 616, con nota di De Strobel, Responsabilità professionale dell’avvocato; Cass., sez. II, 25 marzo 1995, n. 3566, in Foro it. Rep., 1995, Professioni intellettuali, n. 123; Trib. Roma, 11 ottobre 1995, in Danno e resp., 1996, 644). Tuttavia la diligenza esigibile dall’avvocato non è quella ordinaria del buon padre di famiglia, ma la diligenza professionale di cui all’art. 1176, comma 2, c.c., che deve essere commisurata alla natura dell’att...

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