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Responsabilità processuale aggravata e danno punitivo

23 Gennaio 2019 |

Sommario

Inquadramento | Presupposti: soccombenza totale e condanna alle spese | Elemento oggettivo | Qualificazione della condanna ai sensi dell'art. 96, comma 3, c.p.c. | Elemento soggettivo | Rapporto tra parte e difensore | Onere della prova | Criteri di liquidazione | Danni punitivi | Aspetti processuali | Casistica |

 

L'art. 45, comma 12, l. 18 giugno 2009, n. 69 ha introdotto il comma 3 dell'art. 96 c.p.c., dedicato alla responsabilità processuale aggravata, con decorrenza dal 4 luglio 2009, ossia per le controversie instaurate successivamente a tale data. Secondo la previsione aggiuntiva, il giudice, in ogni caso, quando pronuncia sulle spese ai sensi dell'art. 91, anche d'ufficio, può altresì condannare la parte soccombente al pagamento, a favore della controparte, di una somma equitativamente determinata. La norma deve essere letta congiuntamente al comma 1, che ammette la condanna al risarcimento dei danni per responsabilità processuale ove risulti che la parte soccombente abbia agito o resistito in giudizio con mala fede o colpa grave, all'esito della corrispondente istanza della controparte interessata. Sicché dalla comparazione dei due commi si ricava che, per un verso, la condanna al risarcimento dei danni a titolo di responsabilità processuale aggravata presuppone l'istanza di parte, benché la liquidazione possa avvenire anche d'ufficio e, per altro verso, la condanna al pagamento di una somma equitativamente determinata può avvenire anche d'ufficio. Nella prima ipotesi si tratta, per espressa indicazione del legislatore, di una fattispecie speciale di condanna a scopo ristoratori...

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