Bussola

Rovina di edificio

Sommario

Nozione | Natura della responsabilità | Aspetti processuali e onere della prova | Aspetti medico legali | Profili penalistici | Casistica |

 

La norma, che rientra nelle ipotesi specifiche di responsabilità extracontrattuale disciplinate nel titolo IX “Dei fatti illeciti”, disciplina la responsabilità del proprietario di una costruzione per il fatto della sua rovina. Essa si riferisce a qualsiasi tipo di costruzione intesa quale opera umana che sia radicata al suolo, anche in via provvisoria (Cass. civ., sez. III, sent., 12 novembre 2009, n. 23939), comprese le parti incorporate nella cosa principale. Essa trae la sua origine dall’art. 1155 del codice del 1865 (che poneva, invece, a carico del danneggiato l’onere di provare che la rovina dipendesse da un vizio di costruzione o da un difetto di manutenzione dell’edificio) e si pone in rapporto di species a genus rispetto alla responsabilità per il danno da cose in custodia di cui all’art. 2051 c.c.  (Cass. civ.,  sez. III sent., 8 settembre 1998, n. 8876) realizzando un’ipotesi peculiare ove si esclude la responsabilità del custode, facendola ricadere invece sul proprietario, salvo il caso di responsabilità concorrente dei entrambi nel verificarsi del crollo della costruzione e salva, in ogni caso, l’azione di regresso del proprietario verso il custode in caso di culpa in vigilando di quest’ultimo, ai sensi dell’art. 2051 c.c. Per la configurabilità della fattispecie...

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