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Il danno morale tra micro e macrodanno

10 Aprile 2014 | di Giovanni Cannavò

Danno morale

L’inizio del 2014 vede la pubblicazione di due importanti sentenze sui danni non patrimoniali ed in particolare sulla controversa materia del danno morale. Entrambe sono state ampiamente commentate ed in particolare quella della Suprema Corte nazionale ha sollevato l’entusiasmo delle fitte schiere degli esistenzialisti. Non saremo certo noi ad entrare nel merito degli aspetti giuridici delle due sentenze ma vogliamo cercare di focalizzare l’attenzione sul punto di partenza: ovvero il danno biologico patito dai ricorrenti come elemento di comprensione della legittimità della richiesta.

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L’obbligo assicurativo per il professionista

04 Aprile 2014 | di Redazione Scientifica

Assicurazione del professionista

Il mondo delle professioni è stato coinvolto di recente dagli effetti della importante novità normativa contenuta nel decreto n. 138 del 2011 e nel D.P.R. n. 137 del 2012, che hanno istituito l’obbligo di contrarre polizze a garanzia dei danno arrecato nell’esercizio della propria attività. Tale obbligo era stato posto con decorrenza 15 agosto 2013 per tutte le categorie professionali. Un emendamento approvato dalla Commissioni Affari costituzionali e Bilancio alla Camera, in sede di conversione del D.l. Fare (D.l. 69/2013), ha ora stabilito la proroga di un anno per l’obbligo di stipulare la polizza assicurativa dei professionisti per garantire i clienti dai rischi dell’attività. Il termine è stato spostato di un anno portandolo dal 15 agosto 2013 al 15 agosto 2014.

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Responsabilità extracontrattuale nella “legge Balduzzi”

03 Aprile 2014 | di Lucio Munaro

Il rapporto contrattuale che si instaura col medico cui ci si rivolga direttamente per prestazioni sanitarie svolte nel suo studio privato – e dunque al di fuori di strutture sanitarie pubbliche o private – va pacificamente inquadrato nella disciplina codicistica del contratto d’opera intellettuale. Quando invece il paziente si rivolga ad una struttura sanitaria pubblica o privata ai fini di un ricovero o di una visita ambulatoriale, con l’accettazione del medesimo nella struttura si determina la conclusione di un contratto atipico – c.d. di spedalità – a forma libera e sinallagmatico, il cui contenuto ricomprende una quantità di prestazioni tipicamente riassunte nell’espressione ‘assistenza sanitaria’.

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Danno tanatologico

25 Marzo 2014 | di Caterina Giovanetti

Con la locuzione Danno Tanatologico si intende il danno da violazione del diritto alla vita fatto valere iure successionis dagli eredi della vittima primaria dell’illecito deceduta immediatamente a seguito di lesioni mortali o che sia rimasta in vita per un breve lasso di tempo dall’evento lesivo in condizioni di incoscienza tale da escludere che la stessa possa aver percepito la fine imminente. Il danno tanatologico, che rientra nell’alveo dei danni genericamente indicati come conseguenti al decesso della vittima primaria, va distinto dal danno biologico terminale o da morte ritenuto pacificamente risarcibile iure successionis quando a seguito delle lesioni dell’integrità fisica con esito letale il decesso sia sopraggiunto dopo un apprezzabile lasso di tempo sì da potersi concretamente configurare un’effettiva compromissione dell’integrità psicofisica del soggetto leso medicalmente accertabile e quindi liquidabile secondo i criteri applicabili alla quantificazione del danno biologico e dal danno da lucida agonia.

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Riassicurazione

10 Febbraio 2014 | di Cinzia Altomare

Per riassicurazione si intende l’assicurazione stipulata da una compagnia di assicurazione, ovvero la pratica per cui un Riassicuratore, a fronte del versamento di un determinato premio, accetta di indennizzare la compagnia di assicurazione (definita Cedente), per una parte o per l’intero ammontare di cui essa fosse responsabile, in virtù di un determinato contratto di assicurazione (polizza), o di un intero portafoglio o gruppo di polizze. Fatte le dovute considerazioni, in base alla propria capacità finanziaria ed alla composizione del proprio portafoglio (ovvero in base ai rami ed ai rischi assicurati), e tenuto conto dei requisiti essenziali allo svolgimento della propria attività determinati dagli organismi di vigilanza del settore (primo fra i quali, il margine di solvibilità), ciascuna compagnia di assicurazione provvede a dotarsi di un’adeguata riassicurazione. Ciò le consente di disporre in ogni momento dei mezzi finanziari necessari ad indennizzare i propri assicurati, anche di fronte ad eventi dannosi di grande dimensioni, come le catastrofi naturali, od al verificarsi di danni a catena.

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Il contratto con effetti protettivi a favore del terzo

03 Febbraio 2014 | di Daniela Zorzit

Danno non patrimoniale da inadempimento contrattuale (in generale)

Il contratto con effetti protettivi a favore del terzo è una figura creata dalla giurisprudenza di matrice tedesca; approdata nel nostro Paese, ha conosciuto una discreta fortuna, specie nell’ambito della responsabilità sanitaria. Verranno illustrate le origini ed il (dubbio) fondamento dell’istituto, ponendo attenzione agli aspetti critici ed ai più recenti (e talvolta contraddittori) arresti della Cassazione.. Il cuore della trattazione è racchiuso nel seguente interrogativo: è possibile accordare una tutela ex contractu a soggetti che, seppur estranei al vincolo negoziale, abbiano subito un pregiudizio, alla persona o ai propri beni, in occasione della esecuzione della prestazione?

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Ingiusta detenzione

27 Giugno 2013 | di Massimiliano Carleo

Per danno da ingiusta detenzione deve intendersi il pregiudizio consistente nella privazione della libertà personale, disposta in via preventiva dall’Autorità Giudiziaria, risultata successivamente ingiusta o illegittima. L’art. 314 c.p.p. disciplina le ipotesi in cui la carcerazione preventiva si qualifica ingiusta e, conseguentemente, debba riconoscersi in capo al ristretto un vero e proprio diritto soggettivo ad ottenere un’equa riparazione per la restrizione subita. E’ necessario distinguere detta tipologia di danno dal danno da errore giudiziario: nel primo caso l’evento consiste nella detenzione subita in via preventiva prima della celebrazione del processo o, comunque, prima della sentenza definitiva, mentre nel secondo caso il danno scaturisce da una pronuncia di condanna irrevocabile ed esecutiva, risultata successivamente errata all’esito di un giudizio di revisione; le ipotesi e le modalità di riparazione dell’errore giudiziario sono previste agli artt. 643 e ss. c.p.p. Altresì da distinguere è poi il danno da detenzione in condizioni inumane, da intendersi quale complesso di conseguenze pregiudizievoli derivanti da una detenzione degradante (in violazione di quanto stabilito dall’art. 3 CEDU; si veda, a tal proposito, CEDU, Sez. II, 16 luglio 2009, Sulejmanovic c. Italia).

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Assicurazione obbligatoria per veicoli a motore e natanti

17 Maggio 2013 | di Giorgio Gallone

L’articolo 193, comma 1, del Codice della Strada, stabilisce che i veicoli a motore senza guida di rotaie, compresi i filoveicoli e i rimorchi, non possono essere posti in “circolazione” sulla strada senza la copertura assicurativa a norma delle vigenti disposizioni di legge sulla responsabilità civile verso terzi. L’articolo 122 del Codice delle Assicurazioni prevede poi che veicoli a motore senza guida di rotaie, compresi i filoveicoli e i rimorchi, non possono essere posti in “circolazione” su strade di uso pubblico o su aree a queste equiparate se non siano coperti dall’assicurazione per la responsabilità civile verso i terzi prevista dall’articolo 2054 del codice civile e dall’articolo 91, comma 2, del codice della strada. Dette disposizioni apprestano una tutela giuridica ad un fenomeno in continua espansione quale è quello della circolazione dei veicoli a motore.

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Danni bagatellari

29 Aprile 2013 | di Debora Ravenna

La nozione di liti bagatellari si ricava dalle note sentenze della Corte di Cassazione a sezione unite (Cass., sez. S.U., n. 26972-3-4-5, tutte depositate l’11 novembre 2008): “Con tale formula si individuano le cause risarcitorie in cui il danno consequenziale è futile o irrisorio, ovvero, pur essendo oggettivamente serio, è tuttavia, secondo la coscienza sociale, insignificante o irrilevante per il livello raggiunto. In entrambi i casi deve sussistere la lesione dell'interesse in termini di ingiustizia costituzionalmente qualificata, restando diversamente esclusa in radice (al di fuori dei casi previsti dalla legge) l'invocabilità dell'art. 2059 c.c. Nel primo caso al danno conseguenza è allegato un pregiudizio esistenziale futile (non poter più urlare allo stadio, fumare o bere alcolici), mentre nel secondo è l'offesa arrecata che è priva di gravità, per non essere stato inciso il diritto oltre una soglia minima (graffio superficiale dell'epidermide, mal di testa per una sola mattinata conseguente ai fumi emessi da una fabbrica, disagio di poche ore cagionato dall'impossibilità di uscire di casa per l'esecuzione di lavori stradali).

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Valutazione medico-legale del dolore e della sofferenza

18 Aprile 2013 | di Enzo Ronchi

il Giudice deve liquidare il danno morale proporzionandolo alla effettiva consistenza delle sofferenze fisiche e psichiche patite onde pervenire al ristoro del danno stesso nella sua interezza. E’ censurata la liquidazione del danno morale calcolata in ragione di frazione del danno biologico in quanto tali meccanismi semplificativi, in automatismo, sono inidonei a fare intendere in quali termini si sia tenuto conto della gravità del fatto, delle condizioni soggettive della persona, dell’entità della relativa sofferenza e del turbamento dello stato d’animo. Da tali premesse deriva come possa rivelarsi utile, per il Giudice di merito, il contributo della Medicina Legale.

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