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Danno biologico intermittente

11 Novembre 2016 | Danno biologico permanente
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Sono cominciati i Pomeriggi di RiDaRe. Il Dott. Buffone affronta l'argomento del danno biologico intermittente, il danno liquidato in un “intervallo” (tra la data della lesione e la data del decesso). L’Osservatorio ha vagliato le principali tesi formatesi in giurisprudenza e dottrina sull’argomento: ha scartato l’orientamento favorevole all’equità pura (inidoneo a rendere la decisione prevedibile) e quelli che non assegnano maggiore rilevanza ai primi anni di vita successivi alla lesione, ai fini della quantificazione del pregiudizio (criterio cd. matematico puro) o che escludono un adeguamento del risarcimento alla durata effettiva della vita (criterio contrario alla riduzione del quantum), poiché non conformi alle direttive interpretative collaudate della Suprema Corte (da ultimo, v. Cass. civ., n. 679/2016). In tale ricostruzione, attesa l’esistenza di un arco temporale ben determinato – che termina con la morte del soggetto - all’interno del quale il pregiudizio si è prodotto, si ritiene che un criterio liquidativo diversificato per fasce di età sia inidoneo ad esprimere la peculiarità della fattispecie, se solo si consideri che il fattore anagrafico, nell’ipotesi tradizionale, è utilizzato quale parametro in base al quale calcolare l'aspettativa di vita, ossia il probabile tempo durante cui la lesione subita dispiegherà i suoi effetti dannosi. Approfondisci su Gruppo Due: danno biologico intermittente

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