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Il danno terminale da morte

30 Novembre 2016 | Danno biologico terminale
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Sono cominciati i Pomeriggi di RiDaRe. L'Avv. Hazan affronta il tema del danno terminale da morte. L’Osservatorio sulla Giustizia del Tribunale di Milano ha promosso la costituzione, al suo interno, di alcuni gruppi di lavoro volti ad approfondire i criteri di liquidazione di alcune poste di danno (non patrimoniale) ad oggi non tabellate e ciò nondimeno di notevole impatto nella prassi risarcitoria delle Corti. Tra queste assume indiscussa rilevanza quella dei così detti “danni terminali”, di fonte giurisprudenziale e cristallizzati dalla Suprema Corte (Cass., Sez. Un.,. sent. n. 15350/2015, v. in Ri.Da.Re. F.Rosada, Perdita della vita e diritto al conseguente risarcimento del danno: questione chiusaM. Hazan, Game over! Il danno da perdita della vita non è risarcibileD. Spera, La sentenza Cass. S.U. n. 15350/2015: pietra tombale sul danno tanatologico e crisi della funzione nomofilattica della CassazioneM.Bona, S.U. 2015: prosegue la saga sul danno non patrimonialeP.Ziviz, Il danno da perdita della vita: ritorno al passato)  come le sole poste di danno liquidabili iure proprio alla vittima di lesioni mortali, a condizione che il decesso non sia immediato ma avvenga dopo un apprezzabile lasso di tempo dalle lesioni. Tale categoria di danno ha conosciuto più di un’incertezza sul piano definitorio, venendo talvolta inquadrata come danno biologico terminale o come danno catastrofale a matrice morale, senza che, secondo quanto osservato dalle Sezioni Unite, a tali categorizzazioni corrispondessero autentiche differenze sostanziali o «differenze rilevanti sul piano concreto della liquidazione dei danni»In realtà, il vero punto critico, è stato ravvisato, anche da autorevole dottrina, nella assoluta anarchia liquidativa che - registrata nelle corti di merito – ha condotto a risarcimenti inaccettabilmente disomogenei, pur a fronte di situazioni analoghe sul piano fattuale. Di qui l’opportunità caldeggiata dall’Osservatorio di indagare il tema e di verificare se sia possibile elaborare un metodo tabellare e convenzionale che, allineandosi agli obiettivi ed alla ratio della Tabella milanese, possa fungere da criterio guida al quale ispirare le future liquidazioni, in ossequio ad un principio di ragionevole omogeneità. Approfondisci su Gruppo Quattro: Danno terminale (biologico e catastrofale) e danno tanatologico

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