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La personalizzazione del danno non patrimoniale: come e quando riconoscerla

26 Luglio 2018 | Risarcimento del danno non patrimoniale
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Una prima indicazione sul significato di danno non patrimoniale era rinvenibile già nella precedente formulazione degli artt. 138 e 139 cod. ass., ove però era contenuta la definizione del mero danno biologico. È con la legge concorrenza 2017, la l. n. 124/2017, che viene chiaramente definita tale voce risarcitoria, che risulta essere composta sì dal danno biologico, che ricomprende la lesione, temporanea o permanente, all’integrità psicofisica suscettibile di valutazione medico-legale, ma anche dal danno morale. Questa novità risulta essere pienamente conforme alla più recente giurisprudenza di legittimità; in particolare, con Cass. civ., sez. III, n. 901/2018 la Suprema Corte, ha delineato la storia del danno non patrimoniale ed ha affiancato alla componente biologica di tale voce risarcitoria due ulteriori lesioni: la sofferenza esterna, componente dinamico-relazionale e la sofferenza interiore, ossia il dolore patito.

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