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Quale risarcimento in caso di violazione dell'obbligo di corretta informazione?

Dopo l'intervento Il consenso informato, principi fondamentali e oneri probatori, dell'avv. M. Rodolfi,  Ri.Da.Re. pubblica il punto di vista dell'avv. D. Zorzit in tema di consenso informato (v. E. Secchi, Consenso informato e il risarcimento del danno consequenziale).

 

La violazione, da parte del medico, dell'obbligo di corretta informazione, dà spazio al risarcimento del danno? Cosa può chiedere il paziente? E come si atteggia il quantum?

 

Non è semplice fornire le risposte e tracciare i confini del danno risarcibile in caso di violazione dell'obbligo di corretta informazione.

 

La giurisprudenza ha tentato di porre delle regole precise ma, all'interno della stessa Cassazione, pare registrarsi una tensione immanente. Così il principio ribadito dalle Sezioni Unite di San Martino secondo cui il danno non può mai essere in re ipsa si scontra - nell'esame dei casi pratici - con la indiscutibile difficoltà di individuare, in concreto, una perdita (non patrimoniale) che sia conseguenza della lesione del diritto alla autodeterminazione.

 

Sullo sfondo, poi, rimane  l'irrisolto dibattito relativo al riparto degli oneri, ove il principio di "generale favor per il creditore danneggiato" e quello di "vicinanza della prova" si contendono il campo.

 

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