Medico Legale
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Infortunio sul lavoro: applicate le Tabelle di Roma per risarcimento danno da perdita del congiunto

08 Agosto 2014 | di Redazione Scientifica

Danno da perdita del rapporto parentale

In un caso di infortunio mortale sul luogo di lavoro, la moglie del lavoratore, anche quale legale rappresentante del figlio minore, chiede il risarcimento dei danni subiti alla società datrice di lavoro ed al responsabile della sicurezza del cantiere. Il danno da perdita del congiunto però viene liquidato secondo i criteri stabiliti dalla tabella di Roma e vengono così disattese (senza alcuna motivazione) le indicazioni della Cassazione (Cass., n. 12408/2011) circa l’applicazione della tabella milanese (anche per) il danno da perdita del rapporto parentale.

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Fumatore muore di cancro: il Tribunale di Milano condanna l'azienda di sigarette al risarcimento di circa 800.000,00 €

28 Luglio 2014 | di Redazione Scientifica

Esercente attività pericolose

Un tabagista muore all’età di 54 anni. ll giudice riconosce il nesso causale tra l’assunzione di tabacco e l'evento morte, condanna la BAT s.p.a. a risarcire i parenti della vittima, infatti la presunta conoscenza dei rischi del fumo non esenta da responsabilità il produttore che compie un’attività pericolosa quale quella di produzione e commercializzazione di sigarette ex art. 2050 c.c.

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Il problema della retroattività della riforma Balduzzi

25 Luglio 2014 | di Filippo Rosada

Responsabilità extracontrattuale nella “legge Balduzzi”

Deve escludersi che la legge Balduzzi sia applicabile - in base ad una interpretazione del sistema costituzionalmente orientata - solo a vicende successive alla sua entrata in vigore. In linea generale, infatti, la legge ordinaria non penale può derogare al dettato delle disposizioni sulla legge in generale (art. 11 preleggi) perché entrambe di pari rango come fonte del diritto. Inoltre non si verte in tema di successione di leggi che regolano il medesimo fenomeno. Il raffronto è tra una disposizione avente natura legislativa (decreto Balduzzi) e dei criteri (Tabelle Milanesi) – costituenti prassi tendenzialmente condivisa ma non obbligatoria – che consentono di esercitare uniformemente la discrezionalità del giudizio di equità.

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Tabelle milanesi 2014

21 Luglio 2014 | di Redazione Scientifica

Tabella del Tribunale di Milano

L'Osservatorio sulla Giustizia civile di Milano ha aggiornato i valori di liquidazione del danno non patrimoniale alla persona, seguendo il criterio degli indici ISTAT già costantemente utilizzato negli anni passati. Gli importi già indicati sono stati quindi aumentati della percentuale dello 0,5634%, ricavata dagli indici I.S.T.A.T. costo vita relativi al periodo 1.1.2013/1.1.2014. I valori sono stati poi arrotondati a 1 euro nella tabella relativa ai danni da lesione permanente e temporanea all’integrità psico-fisica, alla decina di euro nella tabella relativa ai danni da perdita e grave lesione del rapporto parentale.

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Diritto di surroga dell’assicuratore sociale

17 Luglio 2014 | di Marco Zavalloni

Rivalsa degli assicuratori sociali

In materia di responsabilità civile da circolazione stradale e liquidazione del danno alla persona la materia della c.d. rivalsa INAIL e INPS e i delicati rapporti tra detto istituto giuridico e la pretesa risarcitoria del danneggiato ha costituito, sin dall’entrata in vigore della legge sull’assicurazione obbligatoria da circolazione stradale, operata dalla l. n. 990/1969, argomento dibattuto tra i giuristi e oggetto di tesi giuridiche e risposte offerte dalla giurisprudenza di merito e legittimità di segno contrastante e caratterizzate da incertezze applicative che determinano una serie di dubbi applicativi per la corretta identificazione dell’oggetto della rivalsa dell’assicuratore sociale, nonché della parallela pretesa del danneggiato a ottenere il ristoro integrale del risarcimento del danno alla persona nell’ottica del principio, secondo alcuni autori avente rilevanza costituzionale, dell’integrale risarcimento del danno derivante da fatto illecito.

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Il nuovo quesito medico legale approvato dall’Osservatorio sulla giustizia civile del tribunale di Milano il 10 aprile 2013: l’opinione del giurista

14 Luglio 2014 | di Damiano Spera

La consulenza tecnica medico legale

La Corte di Cassazione, con le note sentenze di San Martino (v. tra le altre Cass., n. 26972/2008), ha accolto la nozione di danno biologico indicata dal legislatore negli artt. 138 e 139 Cod. Ass. Ebbene, il comma 2 dell’art. 139 Cod. Ass. (uguale nel suo tenore letterale al comma 2 - a) dell’art. 138) dispone: “2. Agli effetti di cui al comma 1 per danno biologico si intende la lesione temporanea o permanente all’integrità psico-fisica della persona suscettibile di accertamento medico-legale che esplica un’incidenza negativa sulle attività quotidiane e sugli aspetti dinamico-relazionali della vita del danneggiato, indipendentemente da eventuali ripercussioni sulla sua capacità di produrre reddito”. Questa nozione mette in evidenza la lesione del bene salute in correlazione immediata e diretta con le ripercussioni della stessa nella vita del danneggiato ed evidenzia, quindi, che il danno risarcibile consiste nell’individuazione non solo del pregiudizio anatomo-funzionale sulle normali (e aggiungerei comuni) attività quotidiane (ad esempio: non poter più camminare come prima, per effetto della lesione ad una caviglia) ma anche (e soprattutto) di quelli che coinvolgono le abitudini di vita e le relazioni specifiche del danneggiato (ad esempio: non poter più svolgere in tutto o in parte l’attività hobbistica di pianista, praticata prima dell’infortunio). Sul danneggiato che agisca in giudizio incombe dunque l’onere di provare i fatti che ne costituiscono il fondamento (art. 2697 c.c.). In primo luogo il danneggiato deve provare la lesione del bene salute. Sebbene i citati artt. 138 e 139 Cod. Ass. dispongano che “la lesione temporanea o permanente all’integrità psico-fisica della persona” debba essere “suscettibile di accertamento medico-legale”, gli stessi non impongono la necessità di CTU medico-legale come modalità di prova esclusiva dell’accertamento della lesione del bene salute. Giova in proposito richiamare le citate sentenze di San Martino, secondo cui la CTU medico legale costituisce il «mezzo di indagine al quale correntemente si ricorre, ma la norma non lo eleva a strumento esclusivo e necessario. Così come è nei poteri del giudice disattendere, motivatamente, le opinioni del consulente tecnico, del pari il giudice potrà non disporre l'accertamento medico-legale, non solo nel caso in cui l'indagine diretta sulla persona non sia possibile (perché deceduta o per altre cause), ma anche quando lo ritenga, motivatamente, superfluo, e porre a fondamento della sua decisione tutti gli altri elementi utili acquisiti al processo (documenti, testimonianze), avvalersi delle nozioni di comune esperienza e delle presunzioni». Tuttavia di regola la prova dell’esistenza della lesione del bene salute è acquisita al processo mediante la CTU medico-legale.

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Calcolo del danno biologico da lesioni micropermanenti: i nuovi importi

07 Luglio 2014 | di Redazione Scientifica

Liquidazione danno non patrimoniale per lesioni micro permanenti

Con il d.m. del 20 giugno 2014, G.U. n.153 del 4 luglio 2014 sono stati aggiornati gli importi per il risarcimento del danno biologico per lesioni di lieve entità (micropermanenti), in base alla variazione annuale dell’indice Istat.

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Un illecito civile determina la morte non immediata della vittima: qualificazione, quantificazione e prova del “danno catastrofale”

03 Luglio 2014 | di Lorenzo Vismara

Danno catastrofale

In caso di illecito civile che abbia determinato la morte della vittima, il danno cosiddetto "catastrofale", conseguente alla sofferenza dalla stessa patita - a causa delle lesioni riportate - nell'assistere, nel lasso di tempo compreso tra l'evento che le ha provocate e la morte, alla perdita della propria vita (danno diverso sia da quello cosiddetto "tanatologico", ovvero connesso alla perdita della vita come massima espressione del bene salute, sia da quello rivendicabile "iure hereditatis" dagli eredi della vittima dell'illecito, poi rivelatosi mortale, per avere il medesimo sofferto, per un considerevole lasso di tempo, una lesione della propria integrità psico-fisica costituente un autonomo danno "biologico", accertabile con valutazione medico legale) deve comunque includersi, al pari di essi, nella categoria del danno non patrimoniale ex art. 2059 c.c., ed è autonomamente risarcibile in favore degli eredi del defunto. (Rigetta, App. Genova, 29 novembre 2011).

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Liquidazione di danno psichico a “doppio binario”: tabelle di Milano e tabelle di Roma

30 Giugno 2014 | di Redazione Scientifica

Tabella del Tribunale di Milano

In una causa di lavoro la liquidazione del danno psichico subito personalmente dai superstiti di una strage di amianto avviene su paramenti desunti in parte dalle tabelle milanesi e in parte dalle tabelle di Roma. La società condannata ricorre in appello, ma la contestazione è infondata.

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Il dies a quo del danno biologico temporaneo e permanente e decorrenza degli interessi compensativi

25 Giugno 2014 | di Damiano Spera

Danno biologico temporaneo

"Nella liquidazione del danno biologico permanente occorre fare riferimento all'età della vittima non al momento del sinistro, ma a quello di cessazione dell'invalidità temporanea, perché solo a partire da tale momento, con il consolidamento dei postumi, quel danno può dirsi venuto ad esistenza".

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