Focus

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Criticità interpretative medico legali delle recenti Sentenze della Cassazione in tema di “danno morale” e “danno differenziale”

13 Febbraio 2020 | di Enrico Pedoja

Danno alla persona

Le recenti Sentenze della Terze Sezione della Cassazione, pur non rappresentando, in se, un “trattato di medicina legale”, hanno sicuramente fornito al Tecnico Specialista della Materia autorevoli spunti di discussione in tema di valutazione del “danno alla persona”, rimanendo tuttavia irrisolte alcune “criticità” interpretative circa il reale valore probatorio dei parametri attualmente utilizzabili in sede valutativa, allorché si debbano oggettivamente definire tutte le variabili biologiche delle poste risarcitorie del danno non patrimoniale. Analoghe criticità tecniche emergono in relazione all’esclusivo inquadramento valutativo del c.d. “danno differenziale” nel contesto del concetto di “danno incrementativo” che – talora - può non trovare “giustificazione interpretativa” medico legale, ai fini dell’applicazione dei successivi parametri risarcitori afferenti alle Tabelle di liquidazione utilizzate di prassi anche in sede extra giudiziale, col rischio di limitare – in tali sedi - le possibilità conciliative tra le Parti.

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Le indagini tecniche nelle ipotesi di colpa medica

06 Febbraio 2020 | di Andrea Gentilomo

Responsabilità medica contrattuale e/o extracontrattuale

L’ingresso di conoscenze esterne al circuito strettamente giudico del processo è fonte di complessità che è stata oggetto di analisi essenzialmente nel versante penale ma i cui risultati sono agevolmente estrapolabili anche nel settore civile. In questo specifico contesto, l’Autore analizza i problemi connessi alla CTU (e anche alle consulenze svolte per le parti) in relazione alle ipotesi di colpa medica e in riferimento alle disposizioni previste dalla l. 24/2017, oltre che alla giurisprudenza.

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Il fine vita. L’Italia e la Francia verso un approccio divergente dell’assistenza al suicidio

30 Gennaio 2020 | di Enrico Gruden

Danno da lesione degli altri diritti costituzionalmente garantiti

Recenti vicende, sia in Italia che in Francia, hanno portato le rispettive popolazioni, i media, le giurisdizioni e il legislatore a interrogarsi sul fine vita e, in particolare, sull’assistenza al suicidio, alla sua necessità nella società attuale e al suo inquadramento giuridico. Come vedremo in questo breve scritto, le analogie e le divergenze tra le due realtà si susseguono in maniera quasi inaspettata per poi indicare più chiaramente le strade e gli approcci che i due Paesi stanno per intraprendere nella gestione di un argomento tanto delicato quanto discusso. Nella società attuale e in uno stato di diritto presente ed evoluto, il dibattito sul suicidio assistito non è che una naturale conseguenza dell’evoluzione dei concetti legati al fine vita e alla dignità umana. Come vedremo, posizioni apparentemente simili tendono, in seguito, ad allontanarsi, guidate soprattutto da recenti decisioni del legislatore, come nel caso francese, o sancite da decisioni della Corte Costituzionale, com’è avvenuto in Italia pochi giorni fa.

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Il danno biologico permanente, differenziale-incrementativo, in r.c.: dalle origini medico legali a Cass. civ. n. 28986/2019

24 Gennaio 2020 | di Enzo Ronchi

Danno biologico permanente

Con la progressiva introduzione del danno biologico a far tempo dagli anni ’70, sempre più si è avvertita la necessità di consegnare a chi sia preposto alla “monetizzazione”, valutazioni medico legali condivise, elaborate al di fuori dei contrapposti interessi delle parti. Hanno così visto la luce i noti barèmes medico legali che (irrinunciabili e imprescindibili, basati su condivise convenzioni) restano comunque solo un prezioso strumento valutativo/orientativo nelle mani del tecnico, atteso che sarebbe illusorio ritenere che possano risolvere ogni problema. E la valutazione tecnica del danno biologico causato da menomazione prodottasi in un distretto anatomo-funzionale già colpito da invalidità permanente nello stato anteriore (cosiddette menomazioni concorrenti), certamente crea difficoltà allo specialista in Medicina Legale, fra le maggiori che possa incontrare nel cercare di tradurre in un’unica, convenzionale espressione numerico/percentuale, la misura di riduzione della “capacità a fare” di una persona rispetto al suo stato anteriore.

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“Alla fine tornò il principio”: i limiti risarcitori del colpo di frusta e la sentenza n. 32483/2019

20 Gennaio 2020 | di Maurizio Hazan

Cass. civ.

Liquidazione danno non patrimoniale per lesioni micro permanenti

A seguito delle modifiche apportate all'art. 139 cod. ass., la Cassazione si è più volte pronunciata circa la portata della disposizione riformata e, più specificamente, sui presupposti necessari per accertare l'esistenza del danno biologico permanente in caso di lesioni di modesta entità. In particolare, le pronunce pubblicate nel corso della prima metà del 2019 hanno escluso che la norma abbia imposto la necessità degli accertamenti strumentali (quale unico mezzo di accertamento delle lievi invalidità permanenti) dovendo viceversa essere garantito il principio del libero convincimento del giudice, anche laddove sostenuto da altre diverse modalità accertative, purché rigorose ed obiettive. Tale approdo ..

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La liquidazione del danno patrimoniale da morte nell’impostazione tradizionale (o jure proprio): un vulnus al principio di integrale riparazione del danno

10 Gennaio 2020 | di Alessandro Lacchini

Risarcimento del danno patrimoniale

Quello di integrale riparazione del danno, è principio ispiratore della dottrina e giurisprudenza che si occupano di liquidazione del danno alla persona. Negli anni, particolare attenzione è stata riservata alla compromissione non patrimoniale: sull’unitarietà (o meno) di tale categoria, sul concetto di danno morale, di sofferenza, sull’effettiva esistenza della privazione esistenziale, si sono profusi sforzi immani e versati fiumi d’inchiostro senza, peraltro, addivenire a risultati condivisi e stabili nel tempo.

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Responsabilità civile dei magistrati e interpretazione della clausola di salvaguardia

24 Dicembre 2019 | di Andrea Maria D'Introno

Responsabilità del magistrato

Le Sezioni Unite, con la pronuncia n. 11747/2019, hanno stabilito che la clausola di salvaguardia prevista dall'art. 2, comma 2, l. n. 117/1988 deve essere interpretata nel senso di escludere dall'area dell'attività interpretativa insindacabile l'attività logico-ricostruttiva del magistrato precedente all'interpretazione giuridica propriamente detta e che si manifesta: nell'individuazione della disposizione; nell'individuazione degli effetti giuridici; nell'attribuzione di un significato.

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Roma – Milano ancora più distanti: le due Tabelle di liquidazione del danno non patrimoniale a confronto

17 Dicembre 2019 | di Damiano Spera

Risarcimento del danno non patrimoniale

Le c.d. Tabelle per la liquidazione del danno non patrimoniale milanesi e romane presentano rilevanti differenze: a quando l'indispensabile intervento del legislatore?

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La Tabella milanese sul danno definito da premorienza nelle prime applicazioni giurisprudenziali

12 Dicembre 2019 | di Paolo Mariotti , Raffaella Caminiti

Tabella del Tribunale di Milano

Sono molteplici gli Uffici giudiziari che, ad oggi, per la liquidazione del danno non patrimoniale derivante dalla lesione del bene salute definito da premorienza (e cioè, in caso di decesso del danneggiato per causa diversa dalla lesione cagionata da fatto illecito altrui), hanno fatto ricorso ai criteri orientativi elaborati dall'Osservatorio sulla Giustizia civile di Milano. L'applicazione della relativa Tabella, ancor prima della sua pubblicazione, testimonia una significativa adesione alla nuova soluzione liquidatoria.

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Il risarcimento del danno ai congiunti del macroleso: una rassegna giurisprudenziale dei più recenti orientamenti

09 Dicembre 2019 | di Ilaria Oberto Tarena

Cass. civ., sez. III, ord. 24 aprile 2019 n. 11212

Liquidazione danno non patrimoniale per lesioni macro permanenti

Negli ultimi anni, la Suprema Corte si è pronunciata sulla esistenza e i presupposti del “danno riflesso” in capo ai congiunti del soggetto macroleso e su quali siano i criteri utilizzabili dal Giudice per la sua liquidazione. Il presente contributo ha lo scopo di analizzare le più recenti pronunce della Cassazione civile, illustrando qual è l'orientamento giurisprudenziale in materia e quali sono le principali problematiche.

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