Focus

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La competenza sulla domanda di regresso del Fondo di Garanzia per le Vittime della Strada spetta al Giudice di Pace

24 Febbraio 2017 | di Maria Teresa Cusumano

Fondo vittime della strada

La controversia avente ad oggetto la domanda di regresso proposta, ai sensi dell'art. 292 e 283, lett. a), b), d), d bis) e d ter), d. lg. n. 209 del 2005, dall'impresa designata dal Fondo di Garanzia per le Vittime della Strada contro il responsabile del danno da circolazione dei veicoli, si deve ritenere compresa nella previsione di competenza del giudice di pace per materia, con il limite di valore relativo alle cause di risarcimento del danno da circolazione stradale (art. 7 c.p.c.).

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Micropermanenti e accertamenti strumentali: a volte ritornano. Nuovi appigli per la "teoria del nulla"?

20 Febbraio 2017 | di Maurizio Hazan

Liquidazione danno biologico per lesioni micro permanenti

Come noto, la Consulta ha sdoganato senza esitazioni né incertezze la legittimità dei commi 3-ter e 3-quater dell'art. 32 del c.d. Decreto Liberalizzazioni (d.l. 24 gennaio 2012, n. 1, conv. con l. 24 marzo 2012, n. 27). E lo ha fatto con due successivi interventi (C. cost.,16 ottobre 2014, n. 235 e C. cost., ord., 26 novembre 2015, n. 242) che parevano aver chiuso finalmente il dibattito, confermando la necessità degli accertamenti strumentali ai fini del risarcimento del danno permanente da lesioni lievi. A fronte dell'autorevolezza della fonte, sorprende e un poco disorienta il recente tentativo di riaprire la questione, azzerando la portata innovativa della riforma del 2012. L'argomento, o meglio sarebbe dire il pretesto, per riaprire le danze risiederebbe in un distratto e fugace passaggio della sentenza Cass. civ., 26 settembre 2016, n. 18773 (steso in forma di obiter). Tale passaggio, a parere di chi scrive, non sembra invece per nulla convincente né idoneo a giustificare un discutibile ritorno al passato.

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Emergenza amianto: un rischio del passato, ancora presente

16 Febbraio 2017 | di Cinzia Altomare

Danno da amianto

Sebbene sia stata tra i primi a bandire ogni attività di estrazione, lavorazione, importazione e commercio dell’amianto, con la legge n. 257 del 1992, l’Italia è ancora uno dei Paesi più colpiti dalle patologie asbesto-correlate e continua a pagare un prezzo altissimo di vite per i terribili effetti di questo minerale sulla salute umana.

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Micropermanenti: la Cassazione contro prove “diaboliche” e/o inutili

09 Febbraio 2017 | di Marco Bona

Liquidazione danno biologico per lesioni micro permanenti

La Cassazione afferma che l’accertamento strumentale non può costituire un requisito imprescindibile per la risarcibilità del danni biologici, temporanei e permanenti, da lesioni di lieve entità. Questa interpretazione dell’art. 139, comma 2, Cod. ass. (come modificato dalla l. n. 27/2012) risulta ragionevole e costituzionalmente conforme, senz’altro da preferirsi alla tesi supportata, tra l’altro in senso contrario alle indicazioni dalla medicina legale, dalla Consulta nella sentenza n. 235/2014 e nell’ordinanza n. 242/2015.

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Cyber Security: cosa cambia, alla luce del nuovo Regolamento europeo sul trattamento dei dati personali

06 Febbraio 2017 | di Cinzia Altomare

Responsabilità per illecito trattamento di dati personali

Il 25 maggio 2018 diverrà pienamente operativo il Regolamento 2016/679 del Parlamento e del Consiglio Europeo, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea il 25/5/2016, che ha introdotto nuovi principi sul trattamento dei dati personali e sulla loro libera circolazione all’interno e fuori dall’Unione.

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I danni da illegittima segnalazione in centrale rischi

02 Febbraio 2017 | di Lucio Munaro

Responsabilità della banca

Le indebite segnalazioni "a sofferenza" alla Centrale Rischi di Banca d'Italia incidono gravemente sull'immagine di imprese e società, compromettendone l'accesso al credito e producendo talora effetti irreversibili. La conseguente tutela risarcitoria, patrimoniale e non, richiede puntualità e accuratezza, perché spesso le carenze assertive sono il principale ostacolo giuridico al riconoscimento del danno, che alcuni ipotizzano in re ipsa. Vi è necessità di chiarezza al riguardo, sicché vengono individuati i contorni della tutela concedibile e lo "stato dell'arte" in giurisprudenza.

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La corte di legittimità torna sulla vexata quaestio della responsabilità penale del gestore di un sito internet

31 Gennaio 2017 | di Giacomo Ferrando

Responsabilità del provider

La recente sentenza della Corte della nomofilachia si sofferma sulla responsabilità concorsuale - di tipo omissivo - del gestore di un sito internet a causa di un commento pubblicato da un suo utente. La pronuncia presenta dei caratteri di spiccato interesse per l'interprete penalistico, essendo la prima in sede di legittimità ad affermare la responsabilità penale del provider per il dato diffamatorio postato da terzi specificamente individuati.

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Liquidazione del danno non patrimoniale a favore della vittima secondaria residente all’estero: le recenti valutazioni dell’Osservatorio di Milano

30 Gennaio 2017 | di Alessandro Benni de Sena

Risarcimento del danno non patrimoniale

Il valore di ogni persona è intrinseco alla sua umanità e non può subire alcuna variazione in base ad elementi che non incidono su tale umanità, perché il danno da perdita del congiunto deve essere parametrato al valore della persona perduta e non alle conseguenze economiche del risarcimento.

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Danno non patrimoniale da perdita o compromissione del rapporto parentale: possibili ritocchi alla tabella milanese?

27 Gennaio 2017 | di Lucio Munaro

Danno da perdita del rapporto parentale

Con la perdita o grave compromissione del rapporto parentale, si lede l'interesse all'intangibilità della sfera degli affetti e della reciproca solidarietà nell'ambito della famiglia.

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Condanna al pagamento di una somma equitativamente determinata a titolo di responsabilità processuale aggravata: la proposta dell'Osservatorio di Milano

27 Gennaio 2017 | di Cesare Trapuzzano

Responsabilità processuale aggravata e danno punitivo

La prevalente funzione sanzionatoria della condanna al pagamento di una somma equitativamente determinata, che il giudice della causa civile può disporre, in ogni caso, anche d'ufficio, all'esito della liquidazione delle spese di lite, a carico della parte soccombente e in favore della parte vincitrice, ai sensi dell'art. 96, comma 3, c.p.c., porta con sé due precipitati: da un lato, la necessità di ricondurre detta condanna, nonostante la formula lacunosa della disposizione, ad un giudizio minimo di rimproverabilità, ossia all'integrazione di una condotta abusiva sul piano processuale che sia addebitabile a mala fede o quantomeno a colpa grave; dall'altro, l'esigenza di contingentare la relativa liquidazione, ancorandone la quantificazione proporzionale in concreto a parametri orientativi elaborati dalla prassi applicativa, che potrebbero essere rappresentati in astratto dalla misura dei compensi di lite, dall'indennizzo liquidabile per l'irragionevole durata del processo, dal valore della controversia, dall'entità della somma capitale oggetto della condanna principale, individuando quale di tali indici si adatti meglio al raggiungimento del fine che la norma si prefigge.

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