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Focus su Danno biologico permanente

Il danno biologico permanente, differenziale-incrementativo, in r.c.: dalle origini medico legali a Cass. civ. n. 28986/2019

24 Gennaio 2020 | di Enzo Ronchi

Danno biologico permanente

Con la progressiva introduzione del danno biologico a far tempo dagli anni ’70, sempre più si è avvertita la necessità di consegnare a chi sia preposto alla “monetizzazione”, valutazioni medico legali condivise, elaborate al di fuori dei contrapposti interessi delle parti. Hanno così visto la luce i noti barèmes medico legali che (irrinunciabili e imprescindibili, basati su condivise convenzioni) restano comunque solo un prezioso strumento valutativo/orientativo nelle mani del tecnico, atteso che sarebbe illusorio ritenere che possano risolvere ogni problema. E la valutazione tecnica del danno biologico causato da menomazione prodottasi in un distretto anatomo-funzionale già colpito da invalidità permanente nello stato anteriore (cosiddette menomazioni concorrenti), certamente crea difficoltà allo specialista in Medicina Legale, fra le maggiori che possa incontrare nel cercare di tradurre in un’unica, convenzionale espressione numerico/percentuale, la misura di riduzione della “capacità a fare” di una persona rispetto al suo stato anteriore.

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Il nuovo quesito medico legale all'esame dell'Osservatorio di Milano

16 Luglio 2019 | di Damiano Spera

Danno biologico permanente

L'autore illustra i lavori del “Gruppo Danno alla persona” dell'Osservatorio di Milano, aventi ad oggetto l'elaborazione di un nuovo quesito medico legale, che tenga congiuntamente conto delle novità normative, dei recenti arresti della giurisprudenza e degli ultimi contributi della Dottrina medico legale e che possa essere utilizzato in tutte le ipotesi di responsabilità civile. Vengono in particolare esaminate le complesse questioni dell'accertamento “strumentale” del danno biologico permanente ex art. 139 cod. ass. e dell'accertamento della “sofferenza psico-fisica”, alla luce del punto 8) dell'ordinanza c.d. “decalogo” della Cassazione n. 7513/2018, secondo cui non rientra nella competenza del medico legale la valutazione dei pregiudizi non aventi base organica e rappresentati dalla sofferenza interiore (quali, ad esempio, il dolore dell'animo, la vergogna, la disistima di sé, la paura, la disperazione).

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Danno non patrimoniale permanente e morte sopravvenuta per cause indipendenti: critica al “criterio della proporzione” e soluzioni alternative

15 Febbraio 2016 | di Marco Bona

Danno biologico permanente

Per la liquidazione del danno non patrimoniale da invalidità permanente nei casi, in cui la persona lesa sia deceduta in seguito al sinistro per cause indipendenti da questo (prima dell’instaurazione del giudizio oppure in corso di causa), la soluzione più corretta è quella che consiste nel porre a base del calcolo il valore monetario tabellare corrispondente a quello indicato per la vittima di età pari alla differenza tra la durata della vita media ed il numero di anni effettivamente vissuto dal danneggiato dopo la lesione.

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