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Focus su Danno da lesione del diritto all'immagine, alla reputazione, all’onore e al decoro della persona fisica e giuridica

Azienda e danno-web reputation. Casi e criteri di liquidazione del quantum

18 Maggio 2016 | di Deborah Bianchi

Danno da lesione del diritto all'immagine, alla reputazione, all’onore e al decoro della persona fisica e giuridica

L'utilizzo di internet in azienda riserva insidie interne ed esterne che configurano il c.d. "danno-web reputation". Le insidie interne riguardano essenzialmente i devices (pc, tablet, smartphone) in dotazione ai dipendenti, mentre quelle esterne, oggetto del presente lavoro, afferiscono al notevole nocumento derivante dai post lesivi del dipendente scontento, dal commento avvelenato del consumatore inferocito, dalla recensione malevola ordita ad arte dal rapace competitor, dall'indicizzazione pregiudizievole. Il dilemma da risolvere nel danno-web reputation attiene alla sua liquidazione. Ad oggi si possono avanzare solo delle ipotesi di criteri di calcolo, essendo caratterizzato da una componente patrimoniale e una non patrimoniale.

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Web reputation e motori di ricerca. Il prezzo della persona on line

24 Giugno 2015 | di Deborah Bianchi

Danno da lesione del diritto all'immagine, alla reputazione, all’onore e al decoro della persona fisica e giuridica

La web reputation è il prezzo della persona on line. Volutamente provocatoria, questa frase deve imporre la riflessione sulla natura della persona digitale quale patrimonio informativo fluttuante nell’Internet. Questa caratteristica espone il soggetto ad un alto rischio di manipolazione da parte degli operatori della Rete (motori di ricerca, social network, aggregatori di notizie, ecc..). La disciplina Data Protection è fondamentale per garantire il bene-Persona nell’Internet. Violare la web reputation significa compiere violenza sul soggetto informativo acquisendone il controllo con gravissime implicazioni manipolatorie. La persona può trovarsi collocata in momenti temporali che non esistono più; può assistere incredula al disconoscimento pubblico di qualifiche professionali realmente possedute o viceversa vedersi attribuite qualifiche negative immeritate; può trovarsi spettatrice impotente ammantata da un’identità totalmente estranea alla propria; può a propria insaputa essere venduta per gli scopi più disparati. I danni subiti sono prevalentemente pregiudizi alla vita di relazione e/o danni psichici a cui sempre occorre aggiungere il danno patrimoniale calcolato nella misura del costo di una campagna reputazionale positiva. Il prezzo della persona on line finora stimato in via equitativa parte da un minimo di euro 2.000 fino a un massimo di euro 70.000. Il principio di integralità del risarcimento impone però l’applicazione del metodo tabellare sulla scorta di perizie condotte da collegi di esperti di psicologia giuridica, computer forensics e campagne reputazionali.

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Il danno all'immagine della Pubblica Amministrazione

21 Maggio 2015 | di Amelia Laura Crucitti

Danno da lesione del diritto all'immagine, alla reputazione, all’onore e al decoro della persona fisica e giuridica

Il danno all’immagine costituisce una figura di costruzione giurisprudenziale e un autonomo strumento di tutela dell’identità e della reputazione della persona giuridica pubblica. La ratio dell’istituto è ravvisabile nel recupero della credibilità pubblica da parte dell’amministrazione, essenziale per un corretto dialogo con i cittadini. La disciplina della fattispecie è fondata sulla necessità dell’ordinamento di intervenire per ridurre ed eliminare i danni che derivano dalla lesione alla sua dignità e al suo prestigio. I margini di operatività sono dettati dalla L. n. 102/2009, che ha limitato l’esercizio dell’azione di risarcimento ai casi in cui l’illecito costituisce reato ex art. 314 e ss. c.p. ed ha sancito la possibilità che le procure della Corte dei Conti esercitino l’azione per il risarcimento del danno all’immagine nei soli casi e nei modi previsti dalla L. n. 97/2001 (Cass., S.U., sent., 21 febbraio 2013, n. 4283).

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