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Focus su Danno morale

Appunti sulla nozione di danno morale, alla luce della sentenza n. 21058/2016

24 Gennaio 2017 | di Patrizia Ziviz

Danno morale

Discutere oggi di danno morale, al fine di chiarire quale ruolo possa assumere il medico legale nel relativo accertamento è una questione assai complessa da affrontare, a causa delle incomprensioni che regnano al riguardo..

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Danni da naufragio in crociera: la sentenza d’appello nel caso Costa Concordia

25 Novembre 2016 | di Marco Bona

Danno morale

La sentenza penale della Corte di Appello di Firenze, intervenuta in relazione al naufragio della Costa Concordia, aggiunge, rispetto al Tribunale di Grosseto, ulteriori indicazioni in ordine alla liquidazione dei danni da “mass torts” in vacanza. La Corte conferma il risarcimento del «danno morale aggravato dalla condotta» quale posta autonoma rispetto ai pregiudizi biologici di ordine psichico. Inoltre, dichiara la sicura risarcibilità del pregiudizio da vacanza rovinata accanto alle altre voci di danno non patrimoniale.

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Il danno morale nella rc auto (dopo la sentenza n. 11851/2015)

04 Febbraio 2016 | di Maurizio Hazan

Danno morale

Indagando, dapprima in termini generali, il rapporto tra danno biologico, danno esistenziale e danno morale la Cassazione afferma l’autonomia sostanziale di quelle poste, ciascuna riferita ad aspetti sofferenziali tra loro distinti e ben individuati. Passando poi ad occuparsi, più nello specifico, della disciplina del Codice delle Assicurazioni, la Corte fornisce una lettura sistematica degli artt. 138 e 139 Cod. Ass. marcando i differenti criteri di personalizzazione rispettivamente stabiliti per le lesioni di non lieve entità e per quelle contenute entro il 9%.

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Come liquidare e personalizzare il danno morale aggravato dalla condotta

05 Maggio 2015 | di Marco Bona

Danno morale

Non è raro rinvenire in giurisprudenza il principio per cui, ai fini della liquidazione del danno non patrimoniale, occorre considerare anche la gravità della condotta. In questo contributo si sviluppa oltre tale indicazione attraverso la doctrine del “danno morale aggravato dalla condotta”, già formalizzata per la prima volta dall’Autore nel 2010 ed ora ulteriormente affinata nei suoi risvolti teorici e pratici.

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L’autonomia del danno morale e la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione

05 Agosto 2014 | di Silvia Toffoletto, Filippo Rosada

Danno morale

Nell’ambito dell’Unione europea, il 19 ottobre 2007 si conclusero i lavori della conferenza intergovernativa con l’approvazione, firmata a Lisbona il 13 dicembre 2007, del “Trattato che modifica il Trattato sull’Unione Europea e il Trattato che istituisce la Comunità Europea”, entrato in vigore il 01 dicembre 2009 (in Italia con L. 2 agosto 2008 n. 130). Il Trattato sull’Unione Europea (TUE) “riformato” risulta composto di 55 articoli, raggruppati in sei titoli; il trattato che istituisce la Comunità Europea viene modificato anche nella denominazione e diventa il “Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea” (TFUE) costituito da 358 articoli. “La Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea” invece, come noto, era stata adottata a Nizza nel 7 dicembre 2000 e riadattata con modifiche a Strasburgo il 12 dicembre 2007. Per quanto attiene il Consiglio d’Europa, invece, dagli originari dieci Stati che diedero impulso nel 1949 al Consiglio d’Europa, attualmente ne fanno parte 47; alla originaria “Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali” firmata a Roma il 4 novembre 1950, si sono aggiunti nel tempo 14 protocolli.

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Il danno morale tra micro e macrodanno

10 Aprile 2014 | di Giovanni Cannavò

Danno morale

L’inizio del 2014 vede la pubblicazione di due importanti sentenze sui danni non patrimoniali ed in particolare sulla controversa materia del danno morale. Entrambe sono state ampiamente commentate ed in particolare quella della Suprema Corte nazionale ha sollevato l’entusiasmo delle fitte schiere degli esistenzialisti. Non saremo certo noi ad entrare nel merito degli aspetti giuridici delle due sentenze ma vogliamo cercare di focalizzare l’attenzione sul punto di partenza: ovvero il danno biologico patito dai ricorrenti come elemento di comprensione della legittimità della richiesta.

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