Focus

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Le Sezioni Unite n. 22437/2018 e l’assicurazione claims made della responsabilità civile

01 Febbraio 2019 | di Francesco Delfini

Clausola claims made

Il nuovo intervento delle Sezioni Unite n. 22437/2018 è difficilmente sintetizzabile, come emerge dallo stesso “principio di diritto”, che si mostra in realtà più un catalogo dei rimedi cui potrà attingere il giudice di merito, che una sicura e cogente guida per esso.Tuttavia, se si vuole ridurre ai minimi termini il percorso compiuto tra la prima pronuncia a Sezioni Unite e questa ulteriore, si può notare che si è passati dalla indicazione di un controllo del contratto di assicurazione claims made ai sensi del comma 2 dell’art. 1322 c.c., a quella di un controllo ai sensi del comma 1 del medesimo art. 1322 c.c.

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I principi della causalità e la perdita di chance

31 Gennaio 2019 | di Enzo Vincenti

Danno da perdita di chance patrimoniale e non patrimoniale

La configurazione giuridica, di matrice giurisprudenziale, del risarcimento da perdita di chance, sorta originariamente in riferimento alla chance c.d. patrimoniale, ha registrato oscillazioni tra le tesi cosiddette “ontologica” ed “eziologica”. Una diversa prospettiva è stata veicolata dalla giurisprudenza in ambito di perdita di chance c.d. non patrimoniale nel campo della responsabilità sanitaria. I più recenti approdi del giudice di legittimità, ponendo l’accento sulla fenomenologia della perdita di chance come evento pregiudizievole dal carattere strutturalmente incerto, possono fornire le coordinate su cui porre le basi per una ricostruzione unitaria dell’istituto.

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Risarcimento del danno da diffamazione tramite mass-media: analisi dei criteri orientativi proposti dall'Osservatorio sulla Giustizia Civile di Milano

29 Gennaio 2019 | di Sabrina Peron

Risarcimento del danno da diffamazione

L'Osservatorio per la Giustizia Civile di Milano, all'esito di un lavoro di ricerca sulle sentenze emesse da alcuni tribunali in materia di diffamazione tramite mass-media, ne ha pubblicato i risultati proponendo alcuni criteri omogenei da utilizzarsi per determinare la quantificazione dei danni in via equitativa.

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La liquidazione tabellare milanese del danno non patrimoniale a garanzia di uniformità, eguaglianza e prevedibilità delle decisioni

22 Gennaio 2019 | di Paolo Mariotti , Raffaella Caminiti

Tabella del Tribunale di Milano

Attraverso l'utilizzo dei criteri standard previsti dalle tabelle milanesi, da adattare al caso concreto, si evitano duplicazioni risarcitorie, operando una valutazione e liquidazione unitaria, equa e integrale del danno non patrimoniale, in armonia con le soluzioni accolte dalle sentenze di San Martino del 2008 e, comunque, in conformità alla dominante opzione ermeneutica adottata dalla successiva giurisprudenza. Gli Autori analizzano i principi di uniformità e di eguaglianza garantiti dal sistema “a punto variabile”, la cui applicazione si pone a tutela anche della prevedibilità delle decisioni.

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Omesso o tardivo riconoscimento del figlio: come si calcola il risarcimento del danno?

17 Gennaio 2019 | di Rita Russo

Danno endofamiliare

Per consolidata giurisprudenza, l'omesso riconoscimento del figlio e il mancato adempimento dei doveri parentali costituiscono fonte di responsabilità aquiliana. Il danno può avere natura patrimoniale, per l'omesso mantenimento, e in tal caso si può liquidare in via equitativa purché in misura non superiore agli esborsi presumibilmente sostenuti. Per la liquidazione del danno non patrimoniale la prevalente giurisprudenza italiana applica, per esigenze di uniformità, i parametri elaborati dall'Osservatorio sulla giustizia civile di Milano (c.d. tabelle milanesi), adattando la voce "risarcimento per decesso del genitore" alla situazione concreta (perdita non definitiva, talora assenza parziale). Alcuni Tribunali preferiscono invece il ricorso al criterio equitativo puro.

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La duplice essenza del danno alla persona nella giurisprudenza di legittimità

15 Gennaio 2019 | di Lilia Papoff

Danno alla persona

Disamina di alcune pronunce della Cassazione per verificare se e in che modo la affermata “duplice essenza del danno alla persona” debba indurre il giudice del merito ad un ripensamento dei criteri equitativi di liquidazione del danno e dell'utilizzo del sistema tabellare, prendendo spunto da fattispecie concrete e confrontando le categorie logico-giuridiche della sofferenza umana con gli approdi della neuroscienza.

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Note processuali sul “decalogo” della Cassazione in tema di danno non patrimoniale

08 Gennaio 2019 | di Antonino Barletta

Risarcimento del danno non patrimoniale

Il dictum di cui a Cass. civ., sez. III, 27 marzo 2018, n. 7513 è preordinato a “mettere ordine” sotto il profilo lessicale e concettuale in tema di risarcimento del danno non patrimoniale, ispirandosi innanzitutto ad un metodo di tipo dichiaratamente esegetico. A tali precisazioni fanno seguito talune considerazioni, per così dire, “a cascata” valevoli anche sul piano processuale, su cui intendiamo in questa sede soffermarci.

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La personalizzazione del risarcimento del danno non patrimoniale alla persona: questioni suscitate dal punto 7 del c.d. decalogo

03 Gennaio 2019 | di Carlo Breggia

Risarcimento del danno non patrimoniale

Nella nota pronuncia n. 7513/2018 si affronta anche il tema della personalizzazione, fissando principi che paiono restringere in maniera estremamente significativa il margine di applicazione dell'aumento personalizzante. Ci si propone di mostrare, dapprima con una interpretazione più aderente al testo di legittimità e poi passando alla più ampia visuale del concetto di integralità del risarcimento, che la personalizzazione resta un meccanismo indefettibile..

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Nuove frontiere del risarcimento del danno non patrimoniale alla luce delle recenti sentenze della Cassazione e compatibilità con i parametri tabellari

24 Dicembre 2018 | di Sebastiana Ciardo


Risarcimento del danno non patrimoniale

Il forum di discussione, aperto da Damiano Spera, con il Focus “Time out: il “decalogo” della Cassazione sul danno non patrimoniale e i recenti arresti della Medicina legale minano le sentenze di San Martino”, del 4 settembre 2018, pubblicato su questa rivista, induce ad una serie di riflessioni che involgono la stessa essenza del categoria del danno non patrimoniale in ordine ai profili, non medicalmente accertabili, della sofferenza morale e del danno esistenziale.

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Il riconoscimento del danno morale non scardina lo statuto del danno non patrimoniale e il sistema tabellare di liquidazione

20 Dicembre 2018 | di Cesare Trapuzzano

Risarcimento del danno non patrimoniale

Nella liquidazione del danno non patrimoniale occorre tenere conto delle sue due componenti, ossia dell'aspetto interiore correlato al danno morale e dell'aspetto esteriore connesso al danno dinamico-relazionale, in cui rientra il danno biologico, al fine di consentire un pieno ed esaustivo ristoro del pregiudizio, così come nel danno patrimoniale deve aversi riguardo alle voci sia del danno emergente sia del lucro cessante. Nondimeno, l'autonoma rilevanza ontologica del danno morale non scardina il modello risarcitorio del danno non patrimoniale, fondato sulla sua unità giuridica, come disegnato dalle sentenze di San Martino del 2008, né mina la congruità del sistema tabellare di liquidazione individuato in sede nomofilattica.

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