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Il terzo trasportato non può citare nello stesso giudizio l’assicuratore del vettore e del danneggiante

22 Settembre 2014 | di Giuseppe Sileci

Azione del terzo trasportato

Il trasportato, che intenda agire nei confronti dell’assicuratore del proprio vettore per conseguire il risarcimento dei danni subiti in seguito ad incidente stradale, non può evocare nel medesimo giudizio anche l’assicuratore del responsabile civile perché la azione disciplinata dall’art. 141 e quella prevista dall’art. 144 del Codice del Codice delle Assicurazioni non sono cumulabili. Infatti, se l’intervento in causa dell’assicuratore del responsabile civile determina la estromissione dell’assicuratore del vettore, ossia il soggetto nei cui confronti aveva inizialmente rivolto la domanda il danneggiato, la eventuale iniziativa di quest’ultimo di evocare in giudizio ab initio entrambi gli assicuratori è processualmente inammissibile perché non si possono giustificare conseguenze processuali differenti a seconda che il litisconsorzio sia originario o successivo.

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Consumatore UE, ADR - ODR e finanziamenti europei

15 Settembre 2014 | di Silvia Toffoletto

Responsabilità del produttore

Nell’ambito degli obiettivi di competitività e crescita dell’Unione Europea, il consumatore diventa il principale soggetto, “la priorità principale”. Per rafforzare la “fiducia” dei consumatori, bisogna mettere in atto strategie che, oltre alla sicurezza, puntino da un lato, sulla informazione ed educazione del consumatore, rendendolo sempre più consapevole dei propri diritti, e dall’altro, mettanno in condizione il consumatore di avvalersi di mezzi di ricorso “semplici, efficienti, vantaggiosi e a basso costo, compresa la risoluzione alternativa delle controversie (ADR)”, nonchè di un sistema di risoluzione online delle controversie (ODR). Per il conseguimento degli obiettivi stabiliti nel programma pluriennale UE per la tutela dei consumatori 2014-2020 (adottato con il Reg. (UE) n. 254/2014 del 26 febbraio 2014) sono stati stanziati complessivamente € 188.829.000,00, con stanziamenti annuali che verranno autorizzati dal Parlamento europeo e dal Consiglio, nei limiti del quadro finanziario pluriennale.

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L’autonomia del danno morale e la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione

05 Agosto 2014 | di Silvia Toffoletto, Filippo Rosada

Danno morale

Nell’ambito dell’Unione europea, il 19 ottobre 2007 si conclusero i lavori della conferenza intergovernativa con l’approvazione, firmata a Lisbona il 13 dicembre 2007, del “Trattato che modifica il Trattato sull’Unione Europea e il Trattato che istituisce la Comunità Europea”, entrato in vigore il 01 dicembre 2009 (in Italia con L. 2 agosto 2008 n. 130). Il Trattato sull’Unione Europea (TUE) “riformato” risulta composto di 55 articoli, raggruppati in sei titoli; il trattato che istituisce la Comunità Europea viene modificato anche nella denominazione e diventa il “Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea” (TFUE) costituito da 358 articoli. “La Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea” invece, come noto, era stata adottata a Nizza nel 7 dicembre 2000 e riadattata con modifiche a Strasburgo il 12 dicembre 2007. Per quanto attiene il Consiglio d’Europa, invece, dagli originari dieci Stati che diedero impulso nel 1949 al Consiglio d’Europa, attualmente ne fanno parte 47; alla originaria “Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali” firmata a Roma il 4 novembre 1950, si sono aggiunti nel tempo 14 protocolli.

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Diritto di surroga dell’assicuratore sociale

17 Luglio 2014 | di Marco Zavalloni

Rivalsa degli assicuratori sociali

In materia di responsabilità civile da circolazione stradale e liquidazione del danno alla persona la materia della c.d. rivalsa INAIL e INPS e i delicati rapporti tra detto istituto giuridico e la pretesa risarcitoria del danneggiato ha costituito, sin dall’entrata in vigore della legge sull’assicurazione obbligatoria da circolazione stradale, operata dalla l. n. 990/1969, argomento dibattuto tra i giuristi e oggetto di tesi giuridiche e risposte offerte dalla giurisprudenza di merito e legittimità di segno contrastante e caratterizzate da incertezze applicative che determinano una serie di dubbi applicativi per la corretta identificazione dell’oggetto della rivalsa dell’assicuratore sociale, nonché della parallela pretesa del danneggiato a ottenere il ristoro integrale del risarcimento del danno alla persona nell’ottica del principio, secondo alcuni autori avente rilevanza costituzionale, dell’integrale risarcimento del danno derivante da fatto illecito.

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Il nuovo quesito medico legale approvato dall’Osservatorio sulla giustizia civile del tribunale di Milano il 10 aprile 2013: l’opinione del giurista

14 Luglio 2014 | di Damiano Spera

La consulenza tecnica medico legale

La Corte di Cassazione, con le note sentenze di San Martino (v. tra le altre Cass., n. 26972/2008), ha accolto la nozione di danno biologico indicata dal legislatore negli artt. 138 e 139 Cod. Ass. Ebbene, il comma 2 dell’art. 139 Cod. Ass. (uguale nel suo tenore letterale al comma 2 - a) dell’art. 138) dispone: “2. Agli effetti di cui al comma 1 per danno biologico si intende la lesione temporanea o permanente all’integrità psico-fisica della persona suscettibile di accertamento medico-legale che esplica un’incidenza negativa sulle attività quotidiane e sugli aspetti dinamico-relazionali della vita del danneggiato, indipendentemente da eventuali ripercussioni sulla sua capacità di produrre reddito”. Questa nozione mette in evidenza la lesione del bene salute in correlazione immediata e diretta con le ripercussioni della stessa nella vita del danneggiato ed evidenzia, quindi, che il danno risarcibile consiste nell’individuazione non solo del pregiudizio anatomo-funzionale sulle normali (e aggiungerei comuni) attività quotidiane (ad esempio: non poter più camminare come prima, per effetto della lesione ad una caviglia) ma anche (e soprattutto) di quelli che coinvolgono le abitudini di vita e le relazioni specifiche del danneggiato (ad esempio: non poter più svolgere in tutto o in parte l’attività hobbistica di pianista, praticata prima dell’infortunio). Sul danneggiato che agisca in giudizio incombe dunque l’onere di provare i fatti che ne costituiscono il fondamento (art. 2697 c.c.). In primo luogo il danneggiato deve provare la lesione del bene salute. Sebbene i citati artt. 138 e 139 Cod. Ass. dispongano che “la lesione temporanea o permanente all’integrità psico-fisica della persona” debba essere “suscettibile di accertamento medico-legale”, gli stessi non impongono la necessità di CTU medico-legale come modalità di prova esclusiva dell’accertamento della lesione del bene salute. Giova in proposito richiamare le citate sentenze di San Martino, secondo cui la CTU medico legale costituisce il «mezzo di indagine al quale correntemente si ricorre, ma la norma non lo eleva a strumento esclusivo e necessario. Così come è nei poteri del giudice disattendere, motivatamente, le opinioni del consulente tecnico, del pari il giudice potrà non disporre l'accertamento medico-legale, non solo nel caso in cui l'indagine diretta sulla persona non sia possibile (perché deceduta o per altre cause), ma anche quando lo ritenga, motivatamente, superfluo, e porre a fondamento della sua decisione tutti gli altri elementi utili acquisiti al processo (documenti, testimonianze), avvalersi delle nozioni di comune esperienza e delle presunzioni». Tuttavia di regola la prova dell’esistenza della lesione del bene salute è acquisita al processo mediante la CTU medico-legale.

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Risarcimento da perdita del rapporto parentale in incidente stradale: l’ accessibilità del diritto tra gli Stati membri. Le legislazione ceca e lettone

10 Luglio 2014 | di Silvia Toffoletto

Sinistri avvenuti all'estero

Il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri in materia di assicurazione della responsabilità civile risultante dalla circolazione dei veicoli è materia che fu oggetto, fin da subito, di esame da parte delle istituzioni della allora Comunità Economica Europea. La prima direttiva in materia (Direttiva 72/166/CEE) era del 24 aprile 1972, quando gli Stati membri erano ancora sei (Francia, Germania, Italia, Belgio, Paesi Bassi, Lussemburgo).

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Danno da prodotto, salute e OGM: un problema di etichettatura e non solo

10 Luglio 2014 | di Silvia Toffoletto

Azione di classe per danno da prodotto difettoso

Nella Direttiva 2001/18/CE un Organismo Geneticamente Modificato (OGM) è definito come “un organismo, diverso da un essere umano, il cui materiale genetico è stato modificato in modo diverso da quanto avviene in natura con l’accoppiamento e/o ricombinazione genetica naturale.”

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Il risarcimento del danno da lesioni e mortale in Spagna, Francia, Germania, Inghilterra e Galles

01 Luglio 2014 | di Lorenzo Vismara

Sinistri avvenuti all'estero

Il risarcimento del danno da lesioni e mortale è disciplinato in ogni stato in maniera del tutto autonoma e secondo criteri per lo più dettati dalla cristallizzazione di prassi giurisprudenziali solo raramente riportate in norme di legge. Sulla scorta di tale premessa, e limitando l’analisi ai quattro principali paesi europei, emerge come in ognuno di questi la tematica del risarcimento del danno alla persona si sia sviluppata con modalità del tutto peculiari portando a risultati che, sia in termini quantitativi che di tutela complessiva, risultano spesso completamente diversi a seconda della legislazione di riferimento.

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La stabilometria statica quale strumento di indagine in applicazione della Legge Balduzzi

17 Giugno 2014 | di Francesco Ponterio

Consulenza tecnica d'ufficio

In campo medico legale si presentano spesso casi in cui l’instabilità è il sintomo principale riferito dopo una distorsione del rachide cervicale: di qui l’esigenza di obiettivazione con metodo anche strumentale ai fini applicativi dell’art. 32 comma 3-ter e 3-quater della l. 27/2012.

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La tutela risarcitoria nei giudizi possessori

17 Giugno 2014 | di Nicola Fascilla

Risarcimento del danno da lesione del possesso

La lesione del possesso come fatto illecito. Con il presente contributo si vogliono evidenziare, sotto il profilo pratico, le principali problematiche connesse alla particolarità del giudizio possessorio, caratterizzato dalla presenza di una doppia fase, a cognizione sommaria e a cognizione ordinaria. In particolare vengono esaminate le questioni circa la ammissibilità di una domanda autonoma di risarcimento del danno “sganciato” dalla domanda di reintegrazione del possesso nonché la delicata problematica inerente al termine di prescrizione dell’azione di risarcimento del danno. Infine, verranno svolte alcune considerazioni in merito al momento di proponibilità della domanda risarcitoria, tenuto conto dell’orientamento giurisprudenziale che cristallizza negli atti introduttivi della fase sommaria le domande che le parti possono svolgere nel giudizio possessorio.

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