Focus

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Riverberi sulla tabella milanese della pronuncia costituzionale sull'art. 139 Cod. Ass.

23 Ottobre 2014 | di Damiano Spera

Liquidazione danno non patrimoniale per lesioni micro permanenti

La Corte Costituzionale, con la sentenza n. 235 del 16 ottobre 2014, ha stabilito che i valori monetari previsti dall'art. 139 Cod. Ass. per la liquidazione del danno biologico - permanente e temporaneo, conseguente a lesioni di lieve entità derivanti da incidenti stradali - non sono in contrasto né con la Costituzione italiana né con i precetti della normativa europea.

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I nuovi obblighi assicurativi in sanità del Decreto Legge n. 90/2014

08 Ottobre 2014 | di Maurizio Hazan, Daniela Zorzit

Assicurazione delle aziende ospedaliere e del medico

Nell'ambito di un più vasto programma per la “semplificazione”, la “trasparenza amministrativa” e “l’efficienza degli uffici giudiziari”, il Decreto Legge 24 giugno 2014 n. 90 (convertito in L. 11 agosto 2014, n. 114) ha recato, con il proprio art. 27 D.L. n. 90/2014, alcune modifiche in ambito di “responsabilità sanitaria”, incidendo, sia pure “con pochi tratti di penna”, sull’art. 3, D.L. n.158/2012 (Legge Balduzzi, L. 8 novembre 2012, n.189).

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Assicurazione con clausola di regolazione del premio: il caso del mancato pagamento

02 Ottobre 2014 | di Clarice Di Tullio

Obblighi dell'assicuratore e dell'assicurato

Nell'ambito dei rapporti assicurativi in cui la misura quantitativa del rischio si presenta strutturalmente variabile e non è possibile stabilire l’importo del premio sin dalla decorrenza del contratto, si riscontra normalmente la clausola che disciplina la cosiddetta “regolazione del premio”. Con tale clausola i contraenti pattuiscono che una parte di premio venga pagata all’atto della stipulazione del contratto in misura fissa e la parte rimanente venga determinata alla fine del periodo assicurativo, secondo le variazioni intervenute durante il periodo di efficacia del contratto sugli elementi presi a riferimento per la determinazione del premio (ad esempio, il numero dei dipendenti dell’impresa gestita dall’assicurato o il volume di affari di quest’ultimo).

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Rottura di neo-legamento crociato anteriore in polizza privata infortuni

30 Settembre 2014 | di Enzo Ronchi, Enzo Massimo Caruso

La consulenza tecnica medico legale

Il caso venuto alla nostra osservazione pratico-peritale, offre l’occasione per trattare dell’argomento anche sotto il profilo della interpretazione medico-legale e contrattuale: noto essendo che, nel rispetto degli equilibri e degli opposti interessi di assicurato ed assicuratore, i termini della polizza infortuni prevedono sempre delimitazioni di garanzia, vuoi per definizione stessa (oggetto) vuoi per particolari clausole (esclusioni; criteri di indennizzabilità).

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Il danno esistenziale nelle contese sulla responsabilità civile e sul “sistema giustizia”

29 Settembre 2014 | di Marco Bona

Danno esistenziale

Questo contributo non interviene in difesa del danno esistenziale quale categoria da liquidarsi a tutti i costi in via autonoma rispetto ad altre voci del danno non patrimoniale. Viceversa, esso mira ad approfondire e promuovere un particolare modo di concepire la responsabilità civile, inquadramento con cui ha sempre collimato l’idea del danno “esistenzialmente” concepito e che si può così riassumere...

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Il terzo trasportato non può citare nello stesso giudizio l’assicuratore del vettore e del danneggiante

22 Settembre 2014 | di Giuseppe Sileci

Azione del terzo trasportato

Il trasportato, che intenda agire nei confronti dell’assicuratore del proprio vettore per conseguire il risarcimento dei danni subiti in seguito ad incidente stradale, non può evocare nel medesimo giudizio anche l’assicuratore del responsabile civile perché la azione disciplinata dall’art. 141 e quella prevista dall’art. 144 del Codice del Codice delle Assicurazioni non sono cumulabili. Infatti, se l’intervento in causa dell’assicuratore del responsabile civile determina la estromissione dell’assicuratore del vettore, ossia il soggetto nei cui confronti aveva inizialmente rivolto la domanda il danneggiato, la eventuale iniziativa di quest’ultimo di evocare in giudizio ab initio entrambi gli assicuratori è processualmente inammissibile perché non si possono giustificare conseguenze processuali differenti a seconda che il litisconsorzio sia originario o successivo.

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Consumatore UE, ADR - ODR e finanziamenti europei

15 Settembre 2014 | di Silvia Toffoletto

Responsabilità del produttore

Nell’ambito degli obiettivi di competitività e crescita dell’Unione Europea, il consumatore diventa il principale soggetto, “la priorità principale”. Per rafforzare la “fiducia” dei consumatori, bisogna mettere in atto strategie che, oltre alla sicurezza, puntino da un lato, sulla informazione ed educazione del consumatore, rendendolo sempre più consapevole dei propri diritti, e dall’altro, mettanno in condizione il consumatore di avvalersi di mezzi di ricorso “semplici, efficienti, vantaggiosi e a basso costo, compresa la risoluzione alternativa delle controversie (ADR)”, nonchè di un sistema di risoluzione online delle controversie (ODR). Per il conseguimento degli obiettivi stabiliti nel programma pluriennale UE per la tutela dei consumatori 2014-2020 (adottato con il Reg. (UE) n. 254/2014 del 26 febbraio 2014) sono stati stanziati complessivamente € 188.829.000,00, con stanziamenti annuali che verranno autorizzati dal Parlamento europeo e dal Consiglio, nei limiti del quadro finanziario pluriennale.

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L’autonomia del danno morale e la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione

05 Agosto 2014 | di Silvia Toffoletto, Filippo Rosada

Danno morale

Nell’ambito dell’Unione europea, il 19 ottobre 2007 si conclusero i lavori della conferenza intergovernativa con l’approvazione, firmata a Lisbona il 13 dicembre 2007, del “Trattato che modifica il Trattato sull’Unione Europea e il Trattato che istituisce la Comunità Europea”, entrato in vigore il 01 dicembre 2009 (in Italia con L. 2 agosto 2008 n. 130). Il Trattato sull’Unione Europea (TUE) “riformato” risulta composto di 55 articoli, raggruppati in sei titoli; il trattato che istituisce la Comunità Europea viene modificato anche nella denominazione e diventa il “Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea” (TFUE) costituito da 358 articoli. “La Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea” invece, come noto, era stata adottata a Nizza nel 7 dicembre 2000 e riadattata con modifiche a Strasburgo il 12 dicembre 2007. Per quanto attiene il Consiglio d’Europa, invece, dagli originari dieci Stati che diedero impulso nel 1949 al Consiglio d’Europa, attualmente ne fanno parte 47; alla originaria “Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali” firmata a Roma il 4 novembre 1950, si sono aggiunti nel tempo 14 protocolli.

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Diritto di surroga dell’assicuratore sociale

17 Luglio 2014 | di Marco Zavalloni

Rivalsa degli assicuratori sociali

In materia di responsabilità civile da circolazione stradale e liquidazione del danno alla persona la materia della c.d. rivalsa INAIL e INPS e i delicati rapporti tra detto istituto giuridico e la pretesa risarcitoria del danneggiato ha costituito, sin dall’entrata in vigore della legge sull’assicurazione obbligatoria da circolazione stradale, operata dalla l. n. 990/1969, argomento dibattuto tra i giuristi e oggetto di tesi giuridiche e risposte offerte dalla giurisprudenza di merito e legittimità di segno contrastante e caratterizzate da incertezze applicative che determinano una serie di dubbi applicativi per la corretta identificazione dell’oggetto della rivalsa dell’assicuratore sociale, nonché della parallela pretesa del danneggiato a ottenere il ristoro integrale del risarcimento del danno alla persona nell’ottica del principio, secondo alcuni autori avente rilevanza costituzionale, dell’integrale risarcimento del danno derivante da fatto illecito.

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Il nuovo quesito medico legale approvato dall’Osservatorio sulla giustizia civile del tribunale di Milano il 10 aprile 2013: l’opinione del giurista

14 Luglio 2014 | di Damiano Spera

La consulenza tecnica medico legale

La Corte di Cassazione, con le note sentenze di San Martino (v. tra le altre Cass., n. 26972/2008), ha accolto la nozione di danno biologico indicata dal legislatore negli artt. 138 e 139 Cod. Ass. Ebbene, il comma 2 dell’art. 139 Cod. Ass. (uguale nel suo tenore letterale al comma 2 - a) dell’art. 138) dispone: “2. Agli effetti di cui al comma 1 per danno biologico si intende la lesione temporanea o permanente all’integrità psico-fisica della persona suscettibile di accertamento medico-legale che esplica un’incidenza negativa sulle attività quotidiane e sugli aspetti dinamico-relazionali della vita del danneggiato, indipendentemente da eventuali ripercussioni sulla sua capacità di produrre reddito”. Questa nozione mette in evidenza la lesione del bene salute in correlazione immediata e diretta con le ripercussioni della stessa nella vita del danneggiato ed evidenzia, quindi, che il danno risarcibile consiste nell’individuazione non solo del pregiudizio anatomo-funzionale sulle normali (e aggiungerei comuni) attività quotidiane (ad esempio: non poter più camminare come prima, per effetto della lesione ad una caviglia) ma anche (e soprattutto) di quelli che coinvolgono le abitudini di vita e le relazioni specifiche del danneggiato (ad esempio: non poter più svolgere in tutto o in parte l’attività hobbistica di pianista, praticata prima dell’infortunio). Sul danneggiato che agisca in giudizio incombe dunque l’onere di provare i fatti che ne costituiscono il fondamento (art. 2697 c.c.). In primo luogo il danneggiato deve provare la lesione del bene salute. Sebbene i citati artt. 138 e 139 Cod. Ass. dispongano che “la lesione temporanea o permanente all’integrità psico-fisica della persona” debba essere “suscettibile di accertamento medico-legale”, gli stessi non impongono la necessità di CTU medico-legale come modalità di prova esclusiva dell’accertamento della lesione del bene salute. Giova in proposito richiamare le citate sentenze di San Martino, secondo cui la CTU medico legale costituisce il «mezzo di indagine al quale correntemente si ricorre, ma la norma non lo eleva a strumento esclusivo e necessario. Così come è nei poteri del giudice disattendere, motivatamente, le opinioni del consulente tecnico, del pari il giudice potrà non disporre l'accertamento medico-legale, non solo nel caso in cui l'indagine diretta sulla persona non sia possibile (perché deceduta o per altre cause), ma anche quando lo ritenga, motivatamente, superfluo, e porre a fondamento della sua decisione tutti gli altri elementi utili acquisiti al processo (documenti, testimonianze), avvalersi delle nozioni di comune esperienza e delle presunzioni». Tuttavia di regola la prova dell’esistenza della lesione del bene salute è acquisita al processo mediante la CTU medico-legale.

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