Focus

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Il danno non patrimoniale (biologico, morale, esistenziale) è risarcibile solo come danno da sofferenza?

19 Febbraio 2016 | di Damiano Spera

Risarcimento del danno non patrimoniale

Con le sentenze in esame una parte dei giudici della terza Sez. civile della Cassazione critica la tesi espressa nelle sentenze delle Sezioni Unite c.d. “sentenze di San Martino", secondo cui il danno non patrimoniale ha natura onnicomprensiva ed il danno morale o da sofferenza costituisce solo una voce di tale danno, da liquidare congiuntamente al danno biologico. L’autore non solo afferma che devesi confermare l’idoneità di una liquidazione unitaria del danno, ma, quasi provocatoriamente, si chiede: il danno non patrimoniale, pur composto da varie voci, è risarcibile solo allorché sia provata, sia pure mediante presunzioni, la sofferenza della vittima?

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Danno non patrimoniale permanente e morte sopravvenuta per cause indipendenti: critica al “criterio della proporzione” e soluzioni alternative

15 Febbraio 2016 | di Marco Bona

Danno biologico permanente

Per la liquidazione del danno non patrimoniale da invalidità permanente nei casi, in cui la persona lesa sia deceduta in seguito al sinistro per cause indipendenti da questo (prima dell’instaurazione del giudizio oppure in corso di causa), la soluzione più corretta è quella che consiste nel porre a base del calcolo il valore monetario tabellare corrispondente a quello indicato per la vittima di età pari alla differenza tra la durata della vita media ed il numero di anni effettivamente vissuto dal danneggiato dopo la lesione.

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Frazionamento della domanda di adempimento o di risarcimento e abuso del processo

09 Febbraio 2016 | di Antonino Barletta

Abuso del processo da frazionamento della domanda giudiziale e del credito unitario

Gli ingiustificati frazionamenti delle domande di adempimento o di risarcimento del danno costituiscono le ipotesi di abuso del processo. La giurisprudenza di legittimità ha più volte affrontato tali questioni, avanzando in tema di parcellizzazione dei crediti pecuniari soluzioni inedite, preordinate a reprimere in modo inflessibile le possibilità di abuso in via preventiva o successiva, ma sollevando non poche perplessità sul piano sistematico. Non mancano però indirizzi volti, in modo assai più rassicurante, a ricondurre il tema nell’ambito dell’applicazione di principi da tempo conosciuti (disponibilità dell’oggetto del processo, limiti oggettivi del giudicato, incontrovertibilità estesa al dedotto e al deducibile, disciplina delle spese processuali,...), che possono essere rivitalizzati proprio nella prospettiva di arginare (e il più possibile eliminare) i pericoli di abuso del processo.

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Il danno morale nella rc auto (dopo la sentenza n. 11851/2015)

04 Febbraio 2016 | di Maurizio Hazan

Danno morale

Indagando, dapprima in termini generali, il rapporto tra danno biologico, danno esistenziale e danno morale la Cassazione afferma l’autonomia sostanziale di quelle poste, ciascuna riferita ad aspetti sofferenziali tra loro distinti e ben individuati. Passando poi ad occuparsi, più nello specifico, della disciplina del Codice delle Assicurazioni, la Corte fornisce una lettura sistematica degli artt. 138 e 139 Cod. Ass. marcando i differenti criteri di personalizzazione rispettivamente stabiliti per le lesioni di non lieve entità e per quelle contenute entro il 9%.

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Incongruità valutativa medico-legale tra percentuale di IP biologica accertata e automatismo liquidativo della sofferenza media IP correlata

04 Febbraio 2016 | di Enrico Pedoja

Valutazione medico-legale del dolore e della sofferenza

Con l’avvento del danno non patrimoniale come sancito dalle Sentenze di Cassazione delle Sezioni Unite del 2008 e sostanzialmente confermato dalla recente Sentenza Corte cost. n. 235/2014, si è venuta ad affermare la necessità di ricomprendere in un’unica voce tutte le componenti del danno alla persona di interesse non patrimoniale, nel rispetto dei principi di unitarietà e di integralità dello stesso.

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Il risarcimento del danno non patrimoniale in Slovenia tra case law e (future) tabelle di liquidazione

25 Gennaio 2016 | di Mitja Ozbič

Risarcimento del danno all'estero

La Slovenia è uno Stato giovane, costituito il 25 giugno 1991, quale primo stato federale uscito dalla ex-Jugoslavia, è entrata nell’Unione Europea il 1° maggio 2004 e la sua moneta è l'Euro dal 1° gennaio 2007. Prima del 1918 ha fatto parte per secoli dell'Impero asburgico. La legislazione ha come riferimento storico quella austriaca e come riferimento dottrinale e giurisprudenziale quella tedesca, che viene continuamente citata dalla dottrina slovena nei propri studi. La stessa legislazione slovena è spesso la copia di testi legislativi tedeschi a cui il legislatore sloveno spesso si ispira.

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Sezioni Unite n. 25767/2015 e danni da “wrongful birth”: quali punti fermi?

11 Gennaio 2016 | di Marco Bona

Danno da lesione del diritto a nascere sani

In questo contributo si analizza la portata della pronuncia n. 25767/2015 delle Sezioni Unite in materia di responsabilità e danni per la nascita di bambino disabile a seguito della privazione del diritto all'aborto subita dalla gestante per effetto di incorrette e/o tardive informazioni da parte dei sanitari. Si illustrano, nello specifico, i danni, patrimoniali e non patrimoniali, risarcibili in queste ipotesi, altresì approfondendosi il novero dei soggetti legittimati attivi e le prospettive risarcitorie nel caso in cui l'omissione di informazioni sulle malformazioni del nascituro non abbia inciso in termini di impedimento all'interruzione della gravidanza.

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Il diritto al risarcimento integrale dei danni alla persona: il suo fondamento costituzionale nella giurisprudenza della Consulta

16 Dicembre 2015 | di Marco Bona

Danno alla persona

Corte Cost., 16 ottobre 2014, n. 235 e Cass. civ., Sez. Un., 22 luglio 2015, n. 15350 hanno negato che nella giurisprudenza della Consulta il diritto al risarcimento integrale dei danni alla persona e da uccisione trovi fondamento nella Costituzione: secondo le Sezioni Unite sarebbe «noto che secondo la giurisprudenza costituzionale (Corte cost. n. 132/1985, Corte cost. n. 369/1996, Corte cost. n. 148/1999) il principio dell’integrale risarcibilità di tutti i danni non ha copertura costituzionale»; per la Consulta il diritto all’integralità del risarcimento non costituirebbe un «valore assoluto e intangibile» e potrebbe venire sacrificato per accordare protezione al contrapposto «valore dell’iniziativa economica privata» delle imprese assicuratrici. Davvero la giurisprudenza costituzionale sorregge la versione fornita da queste due pronunce?

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Prevedibilità ed evitabilità del danno nella condotta omissiva: responsabilità del Ministero della Giustizia per la sparatoria in Tribunale

27 Novembre 2015 | di Cristina Cataliotti

Responsabilità della P.A.

Le sentenze del Tribunale e della Corte d’Appello di Bologna individuano il soggetto responsabile dell’ingresso all’interno del Tribunale di Reggio Emilia di un’arma e della conseguente consumazione di una strage durante una separazione. Attribuiscono la colpa al Procuratore Generale della Corte d’Appello, in base al principio di immedesimazione organica, al Ministero della Giustizia, che risponde del fatto dei propri dipendenti. L’autore affronta il tema della prevedibilità ed evitabilità del danno, quali elementi costitutivi della condotta omissiva nella fattispecie dell’illecito aquiliano. Esamina, quindi, in chiave critica, la natura da riconoscersi ai Palazzi di Giustizia ai fini della valutazione dei rischi per la salute umana ad essi connessi e gli strumenti più idonei a neutralizzarli. Estremamente significativo è anche il tema dei criteri di quantificazione del danno patito dalle vittime. Mentre la sentenza di primo grado aveva previsto importi eccedenti i massimi contemplati dalle Tabelle di Milano, la Corte d’Appello riconduce i risarcimenti entro i limiti tabellari, confermando un orientamento ormai consolidato e consacrato in giurisprudenza.

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Europa: il risarcimento del danno alla persona in Francia

16 Novembre 2015 | di Xavier Pradael

Risarcimento del danno all'estero

Il Codice civile Francese pone la regola cardine della responsabilità aquiliana all’art. 1382, laddove prevede che «qualunque fatto doloso o colposo che cagiona ad altri un danno ingiusto obbliga colui che lo ha commesso a risarcire il danno». Tale disposizione è stata interpretata dalla giurisprudenza francese, che ha elaborato una vera teoria generale del risarcimento del danno, in particolare sulla questione della struttura dell’illecito e della valutazione del danno: l’ingiustizia del danno (in quanto lesione di un interesse rilevante per l’ordinamento), il nesso di causalità tra il fatto e il danno e il principio del «risarcimento integrale».

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