Focus

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Il diritto al risarcimento integrale dei danni alla persona: il suo fondamento costituzionale nella giurisprudenza della Consulta

16 Dicembre 2015 | di Marco Bona

Danno alla persona

Corte Cost., 16 ottobre 2014, n. 235 e Cass. civ., Sez. Un., 22 luglio 2015, n. 15350 hanno negato che nella giurisprudenza della Consulta il diritto al risarcimento integrale dei danni alla persona e da uccisione trovi fondamento nella Costituzione: secondo le Sezioni Unite sarebbe «noto che secondo la giurisprudenza costituzionale (Corte cost. n. 132/1985, Corte cost. n. 369/1996, Corte cost. n. 148/1999) il principio dell’integrale risarcibilità di tutti i danni non ha copertura costituzionale»; per la Consulta il diritto all’integralità del risarcimento non costituirebbe un «valore assoluto e intangibile» e potrebbe venire sacrificato per accordare protezione al contrapposto «valore dell’iniziativa economica privata» delle imprese assicuratrici. Davvero la giurisprudenza costituzionale sorregge la versione fornita da queste due pronunce?

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Prevedibilità ed evitabilità del danno nella condotta omissiva: responsabilità del Ministero della Giustizia per la sparatoria in Tribunale

27 Novembre 2015 | di Cristina Cataliotti

Responsabilità della P.A.

Le sentenze del Tribunale e della Corte d’Appello di Bologna individuano il soggetto responsabile dell’ingresso all’interno del Tribunale di Reggio Emilia di un’arma e della conseguente consumazione di una strage durante una separazione. Attribuiscono la colpa al Procuratore Generale della Corte d’Appello, in base al principio di immedesimazione organica, al Ministero della Giustizia, che risponde del fatto dei propri dipendenti. L’autore affronta il tema della prevedibilità ed evitabilità del danno, quali elementi costitutivi della condotta omissiva nella fattispecie dell’illecito aquiliano. Esamina, quindi, in chiave critica, la natura da riconoscersi ai Palazzi di Giustizia ai fini della valutazione dei rischi per la salute umana ad essi connessi e gli strumenti più idonei a neutralizzarli. Estremamente significativo è anche il tema dei criteri di quantificazione del danno patito dalle vittime. Mentre la sentenza di primo grado aveva previsto importi eccedenti i massimi contemplati dalle Tabelle di Milano, la Corte d’Appello riconduce i risarcimenti entro i limiti tabellari, confermando un orientamento ormai consolidato e consacrato in giurisprudenza.

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Europa: il risarcimento del danno alla persona in Francia

16 Novembre 2015 | di Xavier Pradael

Risarcimento del danno all'estero

Il Codice civile Francese pone la regola cardine della responsabilità aquiliana all’art. 1382, laddove prevede che «qualunque fatto doloso o colposo che cagiona ad altri un danno ingiusto obbliga colui che lo ha commesso a risarcire il danno». Tale disposizione è stata interpretata dalla giurisprudenza francese, che ha elaborato una vera teoria generale del risarcimento del danno, in particolare sulla questione della struttura dell’illecito e della valutazione del danno: l’ingiustizia del danno (in quanto lesione di un interesse rilevante per l’ordinamento), il nesso di causalità tra il fatto e il danno e il principio del «risarcimento integrale».

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Costa Concordia: il danno non patrimoniale dei passeggeri nella pronuncia del tribunale di Grosseto

09 Novembre 2015 | di Marco Bona

Risarcimento del danno non patrimoniale

La sentenza penale del Tribunale di Grosseto, intervenuta in relazione al noto naufragio della Costa Concordia, contiene spunti di sicuro interesse sul versante della liquidazione del danno non patrimoniale. Infatti, aderisce alla prospettiva del "danno morale aggravato dalla condotta", ribadendo come il quantum dei pregiudizi morali, quand'anche associati a pregiudizi biologici di ordine psichico, sia meritevole di autonome considerazioni. Discutibile, invece, è l'assorbimento del pregiudizio (non patrimoniale) da vacanza rovinata entro il danno morale risarcito ai passeggeri per il dramma vissuto durante il naufragio.

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“Colpo di frusta”. Il ruolo della medicina-legale

30 Ottobre 2015 | di Franco Marozzi

Danno alla persona

La legge 27/2012 costituiva un provvedimento legislativo adottato nel tentativo, poi realizzatosi con discreto successo, di frenare i risarcimenti da ricondurre al verificarsi dei cosiddetti “colpi di frusta cervicali” che, secondo fonti assicurative appesantivano il mercato della RC auto impendendo una discesa dei premi con ovvie ripercussioni di natura socio – economica. Il compito della medicina legale era quello mettere a disposizione le conoscenze necessarie ad affrontare un problema che restava di carattere eminentemente scientifico ovvero valutare la relazione causale tra un fenomeno lesivo ed il suo estrinsecarsi, come menomazione temporanea o permanente dell’integrità psico-fisica. Si dà atto in questo scritto di un semplice elenco delle uniche “evidenze” risultanti da importanti lavori di revisione sistematica (selezione di fonti di letteratura referenziata) e metanalisi (applicazione di metodi matematico-statistici per integrare risultati di lavori clinici ottenendo un unico indice quantitativo di stima) di studi sulle sequele del cosiddetto “colpo di frusta cervicale”.

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Europa: il risarcimento dei danni in Romania

20 Ottobre 2015 | di Florin Norocel Petrosel

Risarcimento del danno all'estero

Il presente focus sviluppa e affronta le questioni relative al risarcimento del danno in Romania. Quando si parla di responsabilità civile derivante dal fatto illecito, indifferentemente dalla sua natura, civile o penale le conseguenze possono comportare distruzione di beni, lesione della salute fisica o morale della vittima, ovvero il decesso della stessa, lesione della sensibilità o della salute psichica, ragione per cui si pone il problema della responsabilità e de l risarcimento dei danni. Al fine di individuare la sussistenza della responsabilità civile in capo all’autore dell’illecito, è necessario che si risponda alle cosiddette cinque “Q”: quo, quis, qua, quando, quantum. Indipendentemente dal momento storico, la Romania ha trovato risposte insoddisfacenti ai 5 „Q”.

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Il risarcimento conseguente alla risoluzione per inadempimento si estende anche alle spese sostenute dalla parte non inadempiente

12 Ottobre 2015 | di Cesare Trapuzzano

Responsabilità contrattuale e/o extracontrattuale (in genere)

Nel caso di inadempimento del contratto, la parte non inadempiente può chiedere, unitamente alla risoluzione, anche il risarcimento dei danni, sempre che sia fornita la dimostrazione rigorosa della relativa esistenza. Fra le poste risarcibili rientrano anche le spese sostenute in vista dell’adempimento, purché esse costituiscano una perdita netta per il creditore e si collochino in rapporto di regolarità causale con la prestazione inadempiuta imputabile al debitore.

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L’equivoco interpretativo del concetto di danno biologico di lieve entità

28 Settembre 2015 | di Enrico Pedoja

Liquidazione danno non patrimoniale per lesioni micro permanenti

La sentenza Cass. civ., n. 11851/2015 ripropone la problematica non risolta dell’effettiva definizione medico legale del danno biologico di lieve entità nel contesto applicativo dell’art. 139 Cod. Ass., che definisce il danno biologico da micro permanente quale «lesione temporanea o permanente all’integrità psicofisica della persona, suscettibile di accertamento medico legale, che esplica un’incidenza negativa sull’attività quotidiana e sugli aspetti dinamico relazionali della vita del danneggiato».

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Il danno patrimoniale da lucro cessante: tra riduzione della capacità lavorativa specifica, generica e flessione di guadagno, stato dell’arte

22 Settembre 2015 | di Marco Rodolfi

Danno emergente e lucro cessante

In questo Focus, dopo aver esposto i principi generali in materia, si illustrano i criteri posti a fondamento del riconoscimento del danno patrimoniale da lucro cessante derivante sia dall’invalidità temporanea che dalla riduzione o perdita della capacità lavorativa specifica del danneggiato con accenni anche al tema della riduzione o perdita della capacità lavorativa generica. Si esaminano ipotesi particolari, quali quelle dei soggetti privi di reddito, nonché i criteri di liquidazione attualmente utilizzati per la liquidazione di tale voce risarcitoria.

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La negoziazione assistita in materia di danni da circolazione stradale ed i rapporti tra termini di proponibilità e di procedibilità

17 Settembre 2015 | di Giuseppe Sileci

Negoziazione Assistita

La procedura di negoziazione assistita, prevista quale condizione di procedibilità per le controversie in materia di risarcimento del danno derivante dalla circolazione stradale, non può essere attivata se non dopo che siano decorsi i termini stabiliti dall’art. 145 Cod. Ass..

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