Focus

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L’equivoco interpretativo del concetto di danno biologico di lieve entità

28 Settembre 2015 | di Enrico Pedoja

Liquidazione danno non patrimoniale per lesioni micro permanenti

La sentenza Cass. civ., n. 11851/2015 ripropone la problematica non risolta dell’effettiva definizione medico legale del danno biologico di lieve entità nel contesto applicativo dell’art. 139 Cod. Ass., che definisce il danno biologico da micro permanente quale «lesione temporanea o permanente all’integrità psicofisica della persona, suscettibile di accertamento medico legale, che esplica un’incidenza negativa sull’attività quotidiana e sugli aspetti dinamico relazionali della vita del danneggiato».

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Il danno patrimoniale da lucro cessante: tra riduzione della capacità lavorativa specifica, generica e flessione di guadagno, stato dell’arte

22 Settembre 2015 | di Marco Rodolfi

Danno emergente e lucro cessante

In questo Focus, dopo aver esposto i principi generali in materia, si illustrano i criteri posti a fondamento del riconoscimento del danno patrimoniale da lucro cessante derivante sia dall’invalidità temporanea che dalla riduzione o perdita della capacità lavorativa specifica del danneggiato con accenni anche al tema della riduzione o perdita della capacità lavorativa generica. Si esaminano ipotesi particolari, quali quelle dei soggetti privi di reddito, nonché i criteri di liquidazione attualmente utilizzati per la liquidazione di tale voce risarcitoria.

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La negoziazione assistita in materia di danni da circolazione stradale ed i rapporti tra termini di proponibilità e di procedibilità

17 Settembre 2015 | di Giuseppe Sileci

Negoziazione Assistita

La procedura di negoziazione assistita, prevista quale condizione di procedibilità per le controversie in materia di risarcimento del danno derivante dalla circolazione stradale, non può essere attivata se non dopo che siano decorsi i termini stabiliti dall’art. 145 Cod. Ass..

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Il nuovo regime risarcitorio dei licenziamenti alla luce del jobs act

03 Settembre 2015 | di Francesco Meiffret

Risarcimento del danno patrimoniale

Il presente contributo mira a fornire un quadro generale dell'istituto del licenziamento alla luce dell'entrata in vigore della nuova disciplina introdotta dal D.lgs. n. 23/2015. Verrà effettuata, quindi, un'analisi delle novità e dei punti critici della nuova normativa anche mediante un raffronto con quanto previsto dall'art. 18 L. n. 300/1970 e dell'art. 8 della L. n. 604/1966 che continuano a regolare le conseguenze sanzionatorie per i licenziamenti illegittimi per i lavoratori assunti prima del 7 marzo 2015.

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La sentenza Cass. S.U. n. 15350/2015: pietra tombale sul danno tanatologico e crisi della funzione nomofilattica della Cassazione

31 Luglio 2015 | di Damiano Spera

Danno tanatologico

Con la sentenza n. 15350/2015 le Sezioni Unite della Cassazione hanno negato la risarcibilità del danno da perdita della vita, c.d. "danno tanatologico". Le Sezioni Unite hanno “bocciato” la sentenza della Cassazione n. 1361 del 23 gennaio 2014 (c.d. sentenza “Scarano”), che aveva invece riconosciuto l’esistenza e la risarcibilità del danno tanatologico. Nella sentenza si confermano, invece, i principali punti di arresto delle sentenze di San Martino 2008: unitarietà del risarcimento del danno non patrimoniale, danno non patrimoniale come danno conseguenza, critica dell’autonoma categoria del “danno esistenziale”. Tuttavia le criticità del danno non patrimoniale sono imputabili anche alla profonda crisi che investe la funzione nomofilattica della Cassazione.

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S.U. 2015: prosegue la saga sul danno non patrimoniale

30 Luglio 2015 | di Marco Bona

Danno tanatologico

La decisione in commento fu assunta dalle Sezioni Unite in occasione della camera di consiglio del 17 giugno 2014. Per quali ragioni le Sezioni Unite hanno aspettato oltre un anno per il deposito delle motivazioni? Nell’attesa si era ipotizzata la seguente spiegazione: le Sezioni Unite sarebbero rimaste in stand-by in vista della pronuncia della Consulta sull’art. 139 Cod. Ass. e poi, intervenuta questa, ci avrebbero consegnato un nuovo vademecum sul danno non patrimoniale.Nulla di tutto ciò: dopo un anno è pervenuto lo scontatissimo rigetto della risarcibilità iure successionis del cd. “danno da perdita della vita”.

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Game over! Il danno da perdita della vita non è risarcibile

29 Luglio 2015 | di Maurizio Hazan

Danno tanatologico

Avvolta da un certo pathos ed accompagnata da fremiti di dubbio, l’attesa che ha preceduto la pronuncia delle Sezioni Unite è durata più a lungo di quanto, alla vigilia, si potesse immaginare. Certo, la questione che la Corte era chiamata a risolvere (attinente alla risarcibilità, o meno, del danno da perdita della vita) toccava un tema nevralgico e complesso, la cui soluzione implicava l’adesione ad opzioni ermeneutiche ed ideali di assoluto momento, sul piano etico prima ancora che strettamente logico/giuridico.

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Il danno da perdita della vita: ritorno al passato

28 Luglio 2015 | di Patrizia Ziviz

Danno tanatologico

Le aspettative coltivate dagli interpreti, con riguardo alla lungamente attesa pronuncia delle Sezioni Unite in materia di risarcibilità del danno da perdita della vita, si sono rivelate mal riposte: tale sentenza si limita a sancire la conferma del sistema perseguito dalla giurisprudenza maggioritaria, senza operare alcun chiarimento relativamente alle molte ambiguità che l’applicazione di tale orientamento comporta.

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Negoziazione assistita: quali effetti sulla prescrizione e sulla decadenza?

06 Luglio 2015 | di Marco Bona

Negoziazione Assistita

Occorre considerare che l’attivazione della procedura di negoziazione assistita ha effetti anche sul versante della prescrizione e della decadenza. A questo riguardo sovviene l’art. 8 («Interruzione della prescrizione e della decadenza») del d.l. 12 settembre 2014, n. 132, così come convertito dalla legge 10 novembre 2014, n. 162, mutuato dalla disciplina sulla mediazione (cfr. art. 5, comma 6, d.l. n. 28/2010).

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Web reputation e motori di ricerca. Il prezzo della persona on line

24 Giugno 2015 | di Deborah Bianchi

Danno da lesione del diritto all'immagine, alla reputazione, all’onore e al decoro della persona fisica e giuridica

La web reputation è il prezzo della persona on line. Volutamente provocatoria, questa frase deve imporre la riflessione sulla natura della persona digitale quale patrimonio informativo fluttuante nell’Internet. Questa caratteristica espone il soggetto ad un alto rischio di manipolazione da parte degli operatori della Rete (motori di ricerca, social network, aggregatori di notizie, ecc..). La disciplina Data Protection è fondamentale per garantire il bene-Persona nell’Internet. Violare la web reputation significa compiere violenza sul soggetto informativo acquisendone il controllo con gravissime implicazioni manipolatorie. La persona può trovarsi collocata in momenti temporali che non esistono più; può assistere incredula al disconoscimento pubblico di qualifiche professionali realmente possedute o viceversa vedersi attribuite qualifiche negative immeritate; può trovarsi spettatrice impotente ammantata da un’identità totalmente estranea alla propria; può a propria insaputa essere venduta per gli scopi più disparati. I danni subiti sono prevalentemente pregiudizi alla vita di relazione e/o danni psichici a cui sempre occorre aggiungere il danno patrimoniale calcolato nella misura del costo di una campagna reputazionale positiva. Il prezzo della persona on line finora stimato in via equitativa parte da un minimo di euro 2.000 fino a un massimo di euro 70.000. Il principio di integralità del risarcimento impone però l’applicazione del metodo tabellare sulla scorta di perizie condotte da collegi di esperti di psicologia giuridica, computer forensics e campagne reputazionali.

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