Focus

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“Colpo di frusta”. Il ruolo della medicina-legale

30 Ottobre 2015 | di Franco Marozzi

Danno alla persona

La legge 27/2012 costituiva un provvedimento legislativo adottato nel tentativo, poi realizzatosi con discreto successo, di frenare i risarcimenti da ricondurre al verificarsi dei cosiddetti “colpi di frusta cervicali” che, secondo fonti assicurative appesantivano il mercato della RC auto impendendo una discesa dei premi con ovvie ripercussioni di natura socio – economica. Il compito della medicina legale era quello mettere a disposizione le conoscenze necessarie ad affrontare un problema che restava di carattere eminentemente scientifico ovvero valutare la relazione causale tra un fenomeno lesivo ed il suo estrinsecarsi, come menomazione temporanea o permanente dell’integrità psico-fisica. Si dà atto in questo scritto di un semplice elenco delle uniche “evidenze” risultanti da importanti lavori di revisione sistematica (selezione di fonti di letteratura referenziata) e metanalisi (applicazione di metodi matematico-statistici per integrare risultati di lavori clinici ottenendo un unico indice quantitativo di stima) di studi sulle sequele del cosiddetto “colpo di frusta cervicale”.

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Europa: il risarcimento dei danni in Romania

20 Ottobre 2015 | di Florin Norocel Petrosel

Risarcimento del danno all'estero

Il presente focus sviluppa e affronta le questioni relative al risarcimento del danno in Romania. Quando si parla di responsabilità civile derivante dal fatto illecito, indifferentemente dalla sua natura, civile o penale le conseguenze possono comportare distruzione di beni, lesione della salute fisica o morale della vittima, ovvero il decesso della stessa, lesione della sensibilità o della salute psichica, ragione per cui si pone il problema della responsabilità e de l risarcimento dei danni. Al fine di individuare la sussistenza della responsabilità civile in capo all’autore dell’illecito, è necessario che si risponda alle cosiddette cinque “Q”: quo, quis, qua, quando, quantum. Indipendentemente dal momento storico, la Romania ha trovato risposte insoddisfacenti ai 5 „Q”.

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Il risarcimento conseguente alla risoluzione per inadempimento si estende anche alle spese sostenute dalla parte non inadempiente

12 Ottobre 2015 | di Cesare Trapuzzano

Responsabilità contrattuale e/o extracontrattuale (in genere)

Nel caso di inadempimento del contratto, la parte non inadempiente può chiedere, unitamente alla risoluzione, anche il risarcimento dei danni, sempre che sia fornita la dimostrazione rigorosa della relativa esistenza. Fra le poste risarcibili rientrano anche le spese sostenute in vista dell’adempimento, purché esse costituiscano una perdita netta per il creditore e si collochino in rapporto di regolarità causale con la prestazione inadempiuta imputabile al debitore.

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L’equivoco interpretativo del concetto di danno biologico di lieve entità

28 Settembre 2015 | di Enrico Pedoja

Liquidazione danno non patrimoniale per lesioni micro permanenti

La sentenza Cass. civ., n. 11851/2015 ripropone la problematica non risolta dell’effettiva definizione medico legale del danno biologico di lieve entità nel contesto applicativo dell’art. 139 Cod. Ass., che definisce il danno biologico da micro permanente quale «lesione temporanea o permanente all’integrità psicofisica della persona, suscettibile di accertamento medico legale, che esplica un’incidenza negativa sull’attività quotidiana e sugli aspetti dinamico relazionali della vita del danneggiato».

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Il danno patrimoniale da lucro cessante: tra riduzione della capacità lavorativa specifica, generica e flessione di guadagno, stato dell’arte

22 Settembre 2015 | di Marco Rodolfi

Danno emergente e lucro cessante

In questo Focus, dopo aver esposto i principi generali in materia, si illustrano i criteri posti a fondamento del riconoscimento del danno patrimoniale da lucro cessante derivante sia dall’invalidità temporanea che dalla riduzione o perdita della capacità lavorativa specifica del danneggiato con accenni anche al tema della riduzione o perdita della capacità lavorativa generica. Si esaminano ipotesi particolari, quali quelle dei soggetti privi di reddito, nonché i criteri di liquidazione attualmente utilizzati per la liquidazione di tale voce risarcitoria.

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La negoziazione assistita in materia di danni da circolazione stradale ed i rapporti tra termini di proponibilità e di procedibilità

17 Settembre 2015 | di Giuseppe Sileci

Negoziazione Assistita

La procedura di negoziazione assistita, prevista quale condizione di procedibilità per le controversie in materia di risarcimento del danno derivante dalla circolazione stradale, non può essere attivata se non dopo che siano decorsi i termini stabiliti dall’art. 145 Cod. Ass..

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Il nuovo regime risarcitorio dei licenziamenti alla luce del jobs act

03 Settembre 2015 | di Francesco Meiffret

Risarcimento del danno patrimoniale

Il presente contributo mira a fornire un quadro generale dell'istituto del licenziamento alla luce dell'entrata in vigore della nuova disciplina introdotta dal D.lgs. n. 23/2015. Verrà effettuata, quindi, un'analisi delle novità e dei punti critici della nuova normativa anche mediante un raffronto con quanto previsto dall'art. 18 L. n. 300/1970 e dell'art. 8 della L. n. 604/1966 che continuano a regolare le conseguenze sanzionatorie per i licenziamenti illegittimi per i lavoratori assunti prima del 7 marzo 2015.

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La sentenza Cass. S.U. n. 15350/2015: pietra tombale sul danno tanatologico e crisi della funzione nomofilattica della Cassazione

31 Luglio 2015 | di Damiano Spera

Danno tanatologico

Con la sentenza n. 15350/2015 le Sezioni Unite della Cassazione hanno negato la risarcibilità del danno da perdita della vita, c.d. "danno tanatologico". Le Sezioni Unite hanno “bocciato” la sentenza della Cassazione n. 1361 del 23 gennaio 2014 (c.d. sentenza “Scarano”), che aveva invece riconosciuto l’esistenza e la risarcibilità del danno tanatologico. Nella sentenza si confermano, invece, i principali punti di arresto delle sentenze di San Martino 2008: unitarietà del risarcimento del danno non patrimoniale, danno non patrimoniale come danno conseguenza, critica dell’autonoma categoria del “danno esistenziale”. Tuttavia le criticità del danno non patrimoniale sono imputabili anche alla profonda crisi che investe la funzione nomofilattica della Cassazione.

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S.U. 2015: prosegue la saga sul danno non patrimoniale

30 Luglio 2015 | di Marco Bona

Danno tanatologico

La decisione in commento fu assunta dalle Sezioni Unite in occasione della camera di consiglio del 17 giugno 2014. Per quali ragioni le Sezioni Unite hanno aspettato oltre un anno per il deposito delle motivazioni? Nell’attesa si era ipotizzata la seguente spiegazione: le Sezioni Unite sarebbero rimaste in stand-by in vista della pronuncia della Consulta sull’art. 139 Cod. Ass. e poi, intervenuta questa, ci avrebbero consegnato un nuovo vademecum sul danno non patrimoniale.Nulla di tutto ciò: dopo un anno è pervenuto lo scontatissimo rigetto della risarcibilità iure successionis del cd. “danno da perdita della vita”.

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Game over! Il danno da perdita della vita non è risarcibile

29 Luglio 2015 | di Maurizio Hazan

Danno tanatologico

Avvolta da un certo pathos ed accompagnata da fremiti di dubbio, l’attesa che ha preceduto la pronuncia delle Sezioni Unite è durata più a lungo di quanto, alla vigilia, si potesse immaginare. Certo, la questione che la Corte era chiamata a risolvere (attinente alla risarcibilità, o meno, del danno da perdita della vita) toccava un tema nevralgico e complesso, la cui soluzione implicava l’adesione ad opzioni ermeneutiche ed ideali di assoluto momento, sul piano etico prima ancora che strettamente logico/giuridico.

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