Giurisprudenza commentata

Giurisprudenza commentata su Risarcimento del danno non patrimoniale

Amputazione della gamba ad un minore: personalizzazione del danno biologico permanente e rischi di duplicazione

09 Marzo 2017 | di Maria Del Frate

Trib. Trieste

Risarcimento del danno non patrimoniale

La liquidazione del danno biologico secondo le tabelle milanesi assorbe le conseguenze “normali” del danno, sul piano morale e relazionale. La obiettiva tipologia e la gravità della menomazione subita giustificano un incremento di tale importo, in un’ottica di doverosa personalizzazione del risarcimento.

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Il risarcimento del danno allo straniero macroleso

05 Ottobre 2016 | di Filippo Rosada

Trib. S. Maria C.V.

Risarcimento del danno non patrimoniale

Il cittadino straniero può domandare al giudice italiano il risarcimento del danno, quando questo sia disciplinato dalla legge nazionale italiana.

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Rimborso delle spese sostenute e risarcimento del danno al genitore che si occupa da solo del figlio

29 Giugno 2016 | di Rita Russo

Trib. Roma

Risarcimento del danno non patrimoniale

Al genitore che ha cresciuto il figlio da solo può liquidarsi il danno non patrimoniale derivante dalla impossibilità di condividere con l'altro genitore il ruolo genitoriale, la crescita e l'accudimento della prole, in quanto ciò determina presuntivamente dolore, turbamento e un peggioramento della qualità della vita.

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Danni non patrimoniali: la Cassazione ritorna sul danno esistenziale e sul danno morale

21 Giugno 2016 | di Antonio Scalera

Cass. civ.

Risarcimento del danno non patrimoniale

Ogni vulnus arrecato ad un interesse tutelato dalla Carta costituzionale si caratterizza per la sua doppia dimensione del danno relazione/proiezione esterna dell'essere, e del danno morale/interiorizzazione intimistica della sofferenza.

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Processi morbosi successivi a sentenza passata in giudicato: principi generali e applicazione al caso concreto

09 Giugno 2016 | di Renato Fedeli

Trib. Napoli

Risarcimento del danno non patrimoniale

La pronuncia irrevocabile di accertamento incidentale dell'entità del danno biologico pregresso e di liquidazione dell'obbligazione non può comprendere i pregiudizi inferti al diritto alla salute successivamente prodotti, il cui sopravvento non sarebbe stato ragionevolmente desumibile da segnali prodromici obiettivamente percepibili.

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Levato-Boettcher: risarcimento del danno da sfregio mediante acido

14 Gennaio 2016 | di Roberto Crepaldi

Trib. Milano

Risarcimento del danno non patrimoniale

Il risarcimento del danno derivante dallo sfregio permanente del viso realizzato gettando liquido caustico addosso alla vittima deve essere determinato con riferimento al danno patrimoniale consistente nel costo degli interventi chirurgici e nella perdita della capacità di produrre reddito relativo ad una determinata professione, nonché a quello non patrimoniale, il quale consiste non solo nel danno biologico e nella perdita della capacità lavorativa generica, ma anche il deterioramento delle relazioni sociali e professionali.

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Il risarcimento del danno patrimoniale in caso di violazione dell'obbligo di Opa

14 Dicembre 2015 | di Simone Legnani

Cass. civ.

Risarcimento del danno non patrimoniale

In caso di violazione dell’obbligo di OPA della totalità delle azioni di una società quotata in un mercato regolamentato da parte di chi, in conseguenza di acquisti azionari, sia venuto a detenere una partecipazione superiore al 30% del capitale sociale, gli azionisti cui l’offerta avrebbe dovuto esser rivolta hanno diritto al risarcimento del danno patrimoniale sofferto, previa dimostrazione di aver perso una possibilità di guadagno a causa della mancata promozione di detta offerta

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Disapplicazione delle tabelle ex art. 139 Cod. Ass. per la responsabilità professionale medica

07 Dicembre 2015 | di Paolo Vinci

Trib. Napoli

Risarcimento del danno non patrimoniale

Circa la liquidazione del danno, da eseguirsi secondo una valutazione equitativa, essa deve ispirarsi ai criteri individuati nelle tabelle elaborate dal Tribunale di Milano (cfr. Cass. Civ. 12408/2011: «poiché l'equità va intesa anche come parità di trattamento, la liquidazione del danno non patrimoniale alla persona da lesione dell'integrità psico-fisica presuppone l'adozione da parte di tutti i giudici di merito di parametri di valutazione uniformi che, in difetto di previsioni normative, vanno individuati in quelli tabellari elaborati presso il tribunale di Milano, da modularsi a seconda delle circostanze del caso concreto») e non invece, ai valori tabellari di cui alla L n. 57/2001 (successivamente trasfuse nell’art. 139 Cod. Ass.), il cui ambito applicativo è limitato ai sinistri cagionati dalla circolazione di veicoli e, far data dall’entrata in vigore del D.l. 13 settembre 2012, n. 158 convertito nella L 189/2012 - inapplicabile ratione temporis alla fattispecie in esam e- al danno biologico conseguente all'attività dell’esercente della professione sanitaria, limitatamente ai cosiddetti danni micropermanenti, contenuti entro la soglia del 9%.

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L’obbligatorietà della personalizzazione del danno non patrimoniale

03 Dicembre 2015 | di Vincenzo Papagni

Cass. civ.

Risarcimento del danno non patrimoniale

Il carattere unitario della liquidazione del danno non patrimoniale ex art. 2059 c.c. preclude la possibilità di un separato ed autonomo risarcimento di specifiche fattispecie di sofferenza patite dalla persona (danno alla vita di relazione, danno estetico, danno esistenziale, ecc.), che costituirebbero vere e proprie duplicazioni risarcitorie, fermo restando, però, l’obbligo del giudice di tenere conto di tutte le peculiari modalità di atteggiarsi del danno non patrimoniale nel singolo caso, tramite l’incremento della somma dovuta a titolo risarcitorio in sede di personalizzazione della liquidazione.

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La liquidazione del danno non patrimoniale tra divieto di duplicazione delle poste di danno e divieto di negazione dell’integrale risarcimento

23 Novembre 2015 | di Filippo Rosada

Cass. civ.

Risarcimento del danno non patrimoniale

Così come non è consentito liquidare due volte il medesimo danno non patrimoniale, sol chiamandolo con nomi diversi, allo stesso modo non è consentito negare il risarcimento di due danni diversi, sol perché li si chiami con nomi identici. Ne consegue che il giudice chiamato a liquidare il danno non patrimoniale alla salute, quando sia allegata e provata l'esistenza d'un danno permanente e d'un periodo di invalidità temporanea, deve monetizzare tanto l'uno quanto l'altro di tali pregiudizi, avendo essi effetti e contenuto diverso, ed a nulla rilevando la identità della loro natura giuridica.

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