Giurisprudenza commentata

Giurisprudenza commentata su Onere di allegazione e prova del danno patrimoniale e non patrimoniale

I rapporti tra l'imperfetta compilazione della cartella clinica ed il nesso di causalità

08 Giugno 2017 | di Andrea Penta

App. Napoli

Onere di allegazione e prova del danno patrimoniale e non patrimoniale

Le omissioni nella redazione della cartella clinica possono rilevare come indizi gravi dell'omissione delle attività terapeutiche non annotate.

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Incompleta compilazione della cartella clinica: incertezze sul nesso di causa con il danno subito dal paziente ed onere della prova

25 Gennaio 2017 | di Cristina Lombardo

Trib. Milano

Onere di allegazione e prova del danno patrimoniale e non patrimoniale

In tema di responsabilità sanitaria, la cartella clinica costituisce valenza principe in ordine alla ricostruzione dei fatti; la sua lacunosa compilazione ..

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Danno alla professionalità: il risarcimento è dovuto anche in assenza di allegazioni dettagliate del lavoratore

16 Novembre 2016 | di Andrea Ferrario

Cass. civ.

Onere di allegazione e prova del danno patrimoniale e non patrimoniale

Anche laddove manchino allegazioni specifiche del lavoratore, il risarcimento del danno da dequalificazione professionale è dovuto se le stesse sono comunque desumibili dall’impostazione del ricorso.

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Se la prestazione sanitaria è routinaria, l'onere della prova grava sul medico

11 Maggio 2016 | di Paolo Maria Storani

Cass civ.

Onere di allegazione e prova del danno patrimoniale e non patrimoniale

In tema di interventi sanitari di routine, qual è per lo specialista dermatologo la diagnosi di una comune micosi, la ripartizione dell'onere della prova tra paziente e medico grava su quest'ultimo.

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La prova del danno da occupazione abusiva di immobili

08 Gennaio 2016 | di Ilaria Pepe

Cass. civ.

Onere di allegazione e prova del danno patrimoniale e non patrimoniale

La perduta disponibilità di un immobile non costituisce un danno in re ipsa, nel senso che, provata l’occupazione abusiva, non può dirsi per ciò solo provata l’esistenza di un danno risarcibile. Tale danno può tuttavia essere dimostrato ricorrendo a presunzioni semplici e può consistere anche nell'utilità teorica che il danneggiato avrebbe potuto ritrarre dall'uso diretto del bene.

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Intervento medico, aggravamento delle condizioni di salute, riparto dell’onere della prova: nulla di nuovo all’orizzonte

18 Dicembre 2015 | di Francesco Agnino

Cass. civ.

Onere di allegazione e prova del danno patrimoniale e non patrimoniale

In tema di responsabilità civile derivante da attività medico-chirurgica, il paziente che agisce in giudizio deducendo l’inesatto adempimento dell’obbligazione sanitaria deve provare il contratto ed allegare l’inadempimento del professionista, restando a carico dell’obbligato l’onere di provare l’esatto adempimento, con la conseguenza che la distinzione fra prestazione di facile esecuzione e prestazione implicante la soluzione di problemi tecnici di particolare difficoltà non vale come criterio di ripartizione dell’onere della prova, ma rileva soltanto ai fini della valutazione del grado di diligenza e del corrispondente grado di colpa, spettando, al sanitario la prova della particolare difficoltà della prestazione, in conformità con il principio di generale favor per il creditore danneggiato cui l’ordinamento è informato.

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La prova per il risarcimento del danno iure proprio e iure hereditatis

15 Ottobre 2015 | di Paolo Vinci

App. Milano

Onere di allegazione e prova del danno patrimoniale e non patrimoniale

La prova del danno subito dal coniuge per la perdita del consorte sussiste in re ipsa una volta assodata la relazione coniugale fra la vittima e la persona che ha chiesto il risarcimento ed in difetto della prova, che i debitori dell'obbligazione risarcitoria avrebbero avuto l'onere di fornire e che in alcun modo hanno offerto, dell'esistenza di quelle "eccezionali circostanze" che potrebbero consentire di ipotizzare che dalla perdita della relazione coniugale non fosse derivato alcun danno al coniuge superstite.

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La valutazione della legittimità dell’appostazione a sofferenza nella Centrale Rischi della Banca d’Italia

04 Settembre 2015 | di Federico Tanganelli

Trib. Milano

Onere di allegazione e prova del danno patrimoniale e non patrimoniale

L’appostazione a sofferenza nella Centrale Rischi della Banca d’Italia implica una valutazione da parte dell’intermediario della complessiva situazione finanziaria e patrimoniale del cliente e non può derivare semplicemente da un mero ritardo nel pagamento. Per la valutazione della legittimità dell’appostazione, in assenza di altre circostanze, non è sufficiente il mancato pagamento di un debito di modesta entità, né una diminuzione di personale, né il mancato utilizzo di linee di credito autoliquidanti. Tali circostanze non hanno valenza univoca soprattutto in periodi di congiuntura economica. In caso di illegittima segnalazione vengono violati sia quegli obblighi pubblicistici di trasmissione delle necessarie informazioni sul merito creditizio, sia quei doveri di correttezza e buona fede contrattuale che si concretizzano anche in doveri di protezione e di salvaguardia nell’interesse del cliente.

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Risarcimento del danno non patrimoniale da illegittima segnalazione alla Centrale rischi: la Cassazione chiarisce gli oneri probatori

22 Luglio 2015 | di Vincenza Di Cristofano

Cass. civ.

Onere di allegazione e prova del danno patrimoniale e non patrimoniale

In caso di illecito trattamento dei dati personali per illegittima segnalazione alla Centrale dei rischi, il pregiudizio non patrimoniale non può mai essere in re ipsa, ma deve essere allegato e provato da parte dell’attore, anche mediante il ricorso alla prova presuntiva. Raggiunta la prova della lesione, considerando che trattasi di beni immateriali il cui pregiudizio difficilmente si presta ad essere effettivamente valutato e quantificato, il danneggiato potrà ritenersi esonerato dalla dimostrazione del quantum dello stesso, a tal fine sopperendo la valutazione equitativa del giudicante ex art. 1226 c.c..

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Il comandante sbaglia la manovra d’attracco, ma responsabile per la morte del passeggero è il vettore marittimo

25 Marzo 2015 | di Vincenzo Papagni

Cass. civ.

Onere di allegazione e prova del danno patrimoniale e non patrimoniale

La presunzione di responsabilità che l’art. 1681 c.c., e l’art. 409 c.n., pongono a carico del vettore per i danni al viaggiatore verificatosi dall’inizio dell’imbarco al compimento dello sbarco, opera quando sia provato il nesso causale tra il sinistro occorso al viaggiatore e l’attività del vettore in esecuzione del trasporto. Il vettore resta liberato dalla responsabilità presunta a suo carico, qualora provi che l’evento dannoso, verificatosi a causa del trasporto, sia dovuto a fatto non prevedibile suo o dei suoi preposti o dipendenti, ovvero non potuto evitare nonostante l’uso della dovuta diligenza, mentre il viaggiatore ha l’onere di provare il nesso eziologico esistente tra l’evento dannoso ed il trasporto medesimo.

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